La NAFLD, acronimo di Non Alcoholic Fatty Liver Disease, rappresenta a livello mondiale la più comune malattia del fegato, arrivando a colpire circa il 30% della popolazione, con un trend in crescita. In particolare, secondo il modello Markov, realizzato per stimare la progressione della NAFLD, le persone affette dalla malattia, in Italia, nel 2030 saliranno a 17,4 milioni, con una prevalenza nella popolazione generale del 29,5% e la NAFLD rappresenterà la prima causa di trapianto di fegato in Europa nei prossimi anni.

La nutraceutica può avere un impatto significativo su prognosi e qualità della vita, quando, però, si hanno prodotti adeguatamente dosati e perseguendo una aderenza/persistenza congrue. Questo il messaggio che giunge dal 14.mo Congresso nazionale Sinut (Società italiana di nutraceutica) tenutosi nei giorni scorsi a Bologna, per voce del suo presidente, Arrigo Cicero.

Una recente review, pubblicata su Nutrients, ha preso in esame i segnali di carattere non gastro-intestinale che possono suggerire la presenza di celiachia.

Organizzato in due volumi, Alimentazione per lo sport e il benessere (F. Malaguti, A. Di Giulio, A. Lorenzini, Cea Editore) aiuta a comprendere le basi nutrizionali del funzionamento del corpo umano e le modificazioni funzionali indotte dall’attività motoria, anche con riferimento alle condizioni ambientali nelle quali si svolge, evitando però di addentrarsi troppo nelle problematiche tipiche del settore biomedico.

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