La nutraceutica è chiamata oggi a una sfida decisiva: consolidare il proprio ruolo nella pratica clinica attraverso evidenze scientifiche solide, capaci di dimostrarne efficacia, sicurezza e appropriatezza d'impiego. È questo il tema al centro della Lettura di Arrigo Cicero, Presidente Sinut, al recente congresso nazionale della società scientifica tenutosi a Bologna. Dalla riscoperta di matrici naturali come avocado e mango, ricche di composti bioattivi ancora da esplorare pienamente, alle nuove evidenze cliniche sul riso rosso fermentato, fino all'emergente ambito della nutraceutica veterinaria, il presidente Sinut traccia un percorso che mette al centro la ricerca clinica come elemento distintivo e imprescindibile per lo sviluppo del settore.
Lo scorso agosto, in occasione del congresso annuale dell’European society of cardiology, è stato presentato un update delle linee guida del 2019 sulla gestione delle dislipidemie promosso dalla stessa società e dall'European atherosclerosis society. Questo documento che, tengo a precisare, non è la nuova edizione delle linee guida, ha fatto molto scalpore per una indicazione "negativa" rispetto all'impiego di integratori ipocolesterolemizzanti in prevenzione cardiovascolare.
La nutraceutica può avere un impatto significativo su prognosi e qualità della vita, quando, però, si hanno prodotti adeguatamente dosati e perseguendo una aderenza/persistenza congrue. Questo il messaggio che giunge dal 14.mo Congresso nazionale Sinut (Società italiana di nutraceutica) tenutosi nei giorni scorsi a Bologna, per voce del suo presidente, Arrigo Cicero.
Uno studio recente pubblicato su Current research in nutrition and food science, si è prefissato l'obiettivo di analizzare l'evoluzione e lo stato attuale della ricerca internazionale sui nutraceutici, individuarne le lacune e delineare le possibili aree di indagine future.