L'invecchiamento e la longevità sono processi complessi influenzati dall'esposoma, una rete dinamica di fattori ambientali, sociali e biologici. Comprendere come queste esposizioni interagiscono con i meccanismi biologici è fondamentale per strategie di invecchiamento in salute. Un recente studio, condotto da Silvana Mirella Aliberti e Mario Capunzo, dell’Università di Salerno e pubblicato su Nutrients, rappresenta, su questo fronte, un’indagine innovativa, analizzando popolazioni con elevata longevità come le Zone Blu e, in particolare, la regione del Cilento, l’area a Sud di Salerno dove l’americano Ancel Keys fece i primi studi sui benefici della dieta mediterranea (nella foto, l'interno del Museo della dieta mediterranea di Pioppi, dove Keys soggiornò per parecchi anni), intesa come stile di vita piuttosto che come soltanto modello alimentare.

L'emicrania è una cefalea debilitante, che colpisce una percentuale significativa della popolazione, soprattutto le donne. È spesso accompagnata da nausea, fotofobia e fonofobia e può essere aggravata dall'attività fisica. La letteratura attuale evidenzia un interesse crescente per il ruolo del magnesio nella patogenesi e nel trattamento dell'emicrania, esplorando i meccanismi molecolari, l'efficacia clinica e le diverse forme di integrazione. Il punto di partenza è l’aver riscontrato bassi livelli di magnesio nel siero, nella saliva e nel liquido cerebrospinale dei pazienti emicranici durante e tra gli attacchi, oltre al ruolo ben conosciuto di questo minerale nel mantenimento del potenziale elettrico dei neuroni.

Un elevato consumo di pesce può rallentare la progressione della disabilità nelle persone con sclerosi multipla (Sm), secondo uno studio pubblicato online sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry.

Il Diabete tipo 1 è una forma autoimmune di diabete che determina la distruzione della beta-cellula. La sua prevalenza è in rapido aumento sia in ambito pediatrico, sia nell’adulto e rappresenta una sfida in termini clinici e di organizzazione sanitaria. In Italia sono circa 300 mila le persone con diabete tipo 1 e la giovane età di insorgenza e la lunga aspettativa di vita rendono pertanto indispensabile un precoce e stabile compenso glicemico mirato a prevenire le complicanze croniche della patologia e a impedire lo sviluppo di altre condizioni morbose acute come. per esempio, la chetoacidosi o la ipoglicemia severa.

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…