Non è soltanto un libro di ricette, ma un viaggio nella cultura alimentare di una delle aree considerate culla della Dieta Mediterranea. Con La dieta del Cilento (Mondadori; 372 pp.; € 14,50) Luciano Pignataro raccoglie e racconta un patrimonio gastronomico costruito nei secoli, fatto di prodotti locali, stagionalità, tecniche di conservazione e preparazioni tramandate nelle famiglie.
L'invecchiamento e la longevità sono processi complessi influenzati dall'esposoma, una rete dinamica di fattori ambientali, sociali e biologici. Comprendere come queste esposizioni interagiscono con i meccanismi biologici è fondamentale per strategie di invecchiamento in salute. Un recente studio, condotto da Silvana Mirella Aliberti e Mario Capunzo, dell’Università di Salerno e pubblicato su Nutrients, rappresenta, su questo fronte, un’indagine innovativa, analizzando popolazioni con elevata longevità come le Zone Blu e, in particolare, la regione del Cilento, l’area a Sud di Salerno dove l’americano Ancel Keys fece i primi studi sui benefici della dieta mediterranea (nella foto, l'interno del Museo della dieta mediterranea di Pioppi, dove Keys soggiornò per parecchi anni), intesa come stile di vita piuttosto che come soltanto modello alimentare.
Nel 1975 "How To Eat Well And Stay Well. The Mediterranean Way" definisce la dieta mediterranea: Ancel e Margaret Keys si rendono conto che in realtà non è solo un fatto di nutrizione, ma uno stile di vita, una ricerca, un modo di fare, grazie anche al lungo periodo trascorso nel Cilento. È un fondamentale documento storico, pubblicato in Italia da Slow Food Editore per la prima volta, che riesce a restituire al mondo accademico e degli appassionati tutto il suo carico di ricette, consigli e i frutti degli studi di una vita di uno dei più importanti nutrizionisti al mondo (La dieta mediterranea. Come mangiare bene e stare bene; Ancel Keys, Margaret Keys; collana AsSaggi; Editore Slow Food; pp. 592; € 19,50).
L’area geografica a Sud di Salerno, nota per avere ospitato il fisiologo americano Ancel Keys che qui studiò le abitudini alimentari e gli stili di vita degli abitanti, presenta molti tratti comuni alle 5 Zone Blu (Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Sardegna in Italia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda, California) dove la concentrazione di centenari è più elevata. Una recente review, pubblicata su Nutrients, ha voluto identificare questi fattori comuni, tenendo conto degli aspetti ambientali, nutrizionali e dello stile di vita. Ne parliamo con i referenti dello studio, Silvana Mirella Aliberti e Mario Capunzo, del dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana”, Università degli Studi di Salerno.