Le etichette svolgono un ruolo significativo nella scelta degli integratori, in particolare per quanto riguarda i benefici dichiarati sul sistema immunitario, mentre sono pochi i consumatori che scelgono sulla base di un consulto medico. L’indicazione giunge dagli Stati Uniti, grazie a un recente studio pubblicato su Jama Network Open che ha esaminato la prevalenza dell'uso di integratori alimentari per benefici immunitari in usa prima della pandemia di Covid-19.
L'indice dietetico per il microbiota intestinale (DI-GM) è stato sviluppato con lo scopo di quantificare la composizione della dieta in relazione ai profili del microbiota intestinale. L'obiettivo principale è fornire uno strumento pratico per misurare come la dieta può influenzare la salute del microbiota intestinale e progettare interventi mirati al ripristino dell’eubiosi intestinale. I dati del National health and nutrition examination survey (Nhanes) degli Stati Uniti (2005-2010) sono stati utilizzati per calcolare il DI-GM e analizzare le associazioni con i biomarcatori di diversità del microbiota intestinale (enterodiolo ed enterolattone urinari). È stata osservata un'associazione positiva tra il DI-GM e i livelli urinari di enterodiolo ed enterolattone, suggerendo una maggiore diversità del microbiota intestinale.
I ritmi circadiani, orologi biologici interni, regolano le funzioni fisiologiche in linea con il ciclo luce-buio. Il cronotipo, espressione genetica di questi ritmi, determina le preferenze individuali, come essere mattutini o serotini. Questi "geni orologio" influenzano il sonno, la fame e processi cellulari cruciali, inclusa la replicazione del Dna. Un disallineamento tra cronotipo, ritmi circadiani e abitudini alimentari può compromettere i meccanismi di protezione del Dna, aumentando il rischio di patologie come il cancro. La crononutrizione studia l'impatto delle abitudini alimentari sui ritmi circadiani e sulla salute. L'alimentazione a tempo limitato (Tre) mira a ristabilire l'equilibrio tra ritmi e metabolismo, potenzialmente riducendo il rischio di malattie. A parlarcene, Giuseppe Grosso, ordinario di Nutrizione umana all’Università di Catania, coordinatore di una recente review dedicata al tema, pubblicata su Nutrients.
Il consumo regolare di yogurt può aiutare a prevenire il cancro del colon-retto influenzando i batteri intestinali. Questo è quanto suggerisce un recente studio condotto da ricercatori del Mass General Brigham di Boston, che ha analizzato decenni di dati relativi alle abitudini alimentari e all'incidenza del cancro in un'ampia coorte di partecipanti. Lo studio, pubblicato su Gut Microbes, ha esaminato in particolare l'associazione tra il consumo a lungo termine di yogurt e l'incidenza del cancro del colon-retto, suddividendo i tumori in base all'abbondanza di Bifidobacterium nel tessuto tumorale.