L’anemia da carenza di ferro e la condizione pre-anemica rappresentano le patologie nutrizionali più diffuse a livello globale, con la supplementazione orale come trattamento di prima linea. Nonostante l’uso consolidato di questo approccio, il dibattito sull’efficacia comparativa, la tollerabilità delle diverse formulazioni di ferro orale, i meccanismi di assorbimento e la regolazione omeostatica del ferro rimangono questioni ancora aperte. Nuove evidenze stanno, inoltre, ridefinendo il dosaggio e la frequenza ottimali della somministrazione.
Nel corso del 24° Congresso Nazionale ANSISA (Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione), svoltosi di recente a Pavia, si è fatto il punto in merito a tendenze e sfide future della nutrizione, indagando sul potenziale dell'intelligenza artificiale nel monitoraggio della salute e sul ruolo dell'Università nella formazione di esperti in relazione alle nuove tecnologie.
Ricercatori della RMIT University di Melbourne hanno proposto una nuova classificazione delle fibre alimentari che va oltre la distinzione tra solubili e insolubili. Questa riclassificazione si basa su cinque caratteristiche chiave per comprendere meglio l'impatto specifico di ciascun tipo di fibra sulla salute, permettendo raccomandazioni nutrizionali più mirate.
Donne con livelli ematici più elevati di rame e manganese e vitamina B12 durante la gravidanza, presentano un rischio inferiore di sviluppare ipertensione mediante circa 20 anni dopo. Questa la conclusione di una ricerca presentata come poster durante le Lifestyle and cardiometabolic health scientific sessions dell’American heart association’s epidemiology and prevention tenutesi di recente a New Orleans e pubblicata contemporaneamente su Hypertension.