La vitamina B12 non può più essere interpretata come un integratore generico, da reintegrare liberamente in virtù della solubilità in acqua e di un presunto rischio nullo, ma va inquadrata come un nutriente la cui disponibilità per l'uomo è governata da vincoli fisiologici stringenti e la cui supplementazione produce beneficio solo entro indicazioni precise.

In collaborazione con Pharmanutra

La vitamina B12, o cobalamina, appartiene al gruppo delle vitamine idrosolubili che svolgono un ruolo nella formazione della mielina, nella maturazione dei globuli rossi e nella sintesi degli acidi nucleici. Viene sintetizzata esclusivamente da batteri e si ottiene attraverso l'assunzione di alimenti di origine animale, come uova, latte e latticini, carne rossa e pollame, fegato (principalmente fegato di manzo), pesce e frutti di mare. 

Donne con livelli ematici più elevati di rame e manganese e vitamina B12 durante la gravidanza, presentano un rischio inferiore di sviluppare ipertensione mediante circa 20 anni dopo. Questa la conclusione di una ricerca presentata come poster durante le Lifestyle and cardiometabolic health scientific sessions dell’American heart association’s epidemiology and prevention tenutesi di recente a New Orleans e pubblicata contemporaneamente su Hypertension.

 

Un recente studio pubblicato sugli Annals of Neurology solleva interrogativi sulle attuali linee guida nutrizionali suggerendo che i livelli di vitamina B12 considerati "normali" potrebbero non essere ottimali per la salute neurologica in età avanzata.

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