I primi 1.000 giorni di vita rappresentano una finestra critica per la programmazione biologica dell’individuo, in cui fattori ambientali e nutrizionali possono influenzare in modo duraturo lo stato di salute. Tra questi, la vitamina D sta emergendo come regolatore multisistemico, con potenziali effetti su sviluppo immunitario, metabolico e neurocognitivo, oltre al noto ruolo nel metabolismo osseo. Un recente lavoro pubblicato sulla rivista Nutrients approfondisce le evidenze disponibili, evidenziando opportunità e limiti della letteratura scientifica attuale. Ce ne parla Maurizio Carta, responsabile della Terapia intensiva neonatale con Utin e Nido presso l’Aou Policlinico “P. Giaccone” di Palermo e membro del consiglio direttivo della Società italiana di nutrizione pediatrica (Sinupe).
La gravidanza rappresenta un momento straordinario e delicato, in cui la nutrizione gioca un ruolo determinante non solo per il benessere della madre, ma anche per il corretto sviluppo del nascituro. Licia Iacoviello, responsabile dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed e Ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università Lum (Libera università mediterranea "Giuseppe Degennaro", Casamassima, Bari), illustra i risultati di uno studio condotto su una coorte di oltre 1.500 donne nel Sud Italia, un’area simbolo della tradizione mediterranea che sta però affrontando una progressiva perdita di aderenza a questo modello alimentare.
Un recente studio pubblicato su The journal of nutrition e condotto da ricercatori della Cornell University ha evidenziato una correlazione significativa tra l'apporto dietetico di colina e la modulazione della risposta infiammatoria sistemica durante il terzo trimestre di gravidanza.
Una revisione sistematica Cochrane aggiornata ha di recente messo in discussione decenni di ipotesi sul ruolo dell'integrazione di calcio nella prevenzione dei disturbi ipertensivi in gravidanza, concludendo che la supplementazione non ha alcun effetto sulla pre-eclampsia.