Per decenni, i pazienti affetti da malattia renale cronica (Mrc) hanno dovuto affrontare una sfida quotidiana fatta di rigide proibizioni alimentari. Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata su Nature reviews nephrology suggerisce che è in atto un cambiamento di paradigma radicale: il passaggio da una dieta basata sulla sola restrizione quantitativa a una terapia nutrizionale orientata alla qualità.
L’invecchiamento biologico non è un processo uniforme, ma è spesso guidato da una condizione silenziosa e persistente nota come “inflammaging”. Questo termine descrive uno stato di infiammazione cronica di basso grado che caratterizza molti individui sopra i 60 anni, aumentando il rischio di malattie degenerative, fragilità e disfunzioni del sistema immunitario. Tuttavia, una nuova frontiera della medicina nutrizionale suggerisce che la chiave per contrastare questo fenomeno potrebbe risiedere nel nostro intestino. Lo studio MaPLE (Microbiome mAnipulation through Polyphenols for managing Leakiness in the Elderly), recentemente pubblicato su Microbiome research reports, ha dimostrato come una dieta ricca di polifenoli possa agire come un potente modulatore biologico, capace di "riparare" l'intestino e ridurre l'infiammazione sistemica.
Già dal 1988, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito l'alcol (etanolo) nel Gruppo 1, la categoria delle sostanze con un effetto cancerogeno accertato. Eppure, a differenza delle sigarette, la percezione pubblica del rischio legato alle bevande alcoliche rimane bassa. Mentre il fumo è ormai stigmatizzato nel cinema e nelle serie Tv, il consumo di alcolici continua a essere rappresentato come un gesto quotidiano e positivo in quasi ogni produzione visiva.
Un’ampia revisione sistematica, di recente pubblicata su Cancer epidemiology e condotta dai ricercatori della Florida atlantic university, fornisce una base teorica senza precedenti per contrastare questa percezione, analizzando i dati di una popolazione vastissima, tra gli ottanta e i cento milioni di soggetti.
Un nuovo e approfondito studio sulla qualità dell'acqua a bordo dei voli di linea ha sollevato seri interrogativi sulla sicurezza dei passeggeri negli Stati Uniti. Il 2026 Airline Water Study, pubblicato dal Center for Food as Medicine & Longevity, rivela che la qualità dell'acqua potabile varia drasticamente tra i diversi vettori e che molte compagnie continuano a fornire acqua potenzialmente non sicura. La ricerca, che ha monitorato la situazione dal primo ottobre 2022 al 30 settembre 2025, ha analizzato 10 grandi compagnie e 11 vettori regionali sulla base di violazioni federali e test batteriologici.