Non è solo ciò che mangiamo a determinare l’effetto dei polifenoli sulla salute. A fare la differenza potrebbe essere anche il modo in cui il microbiota intestinale li trasforma. È il messaggio che emerge da una scoping review pubblicata sul Journal of Nutrition, che ha analizzato le evidenze cliniche disponibili sul rapporto tra metaboliti dei polifenoli prodotti dai batteri intestinali e composizione e funzione del microbiota.

Il tè non è soltanto una delle bevande più consumate al mondo, ma rappresenta anche una delle principali fonti alimentari di polifenoli. A ricordarlo, Claudia Favari, Unità di Nutrizione umana presso il dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco dell’Università di Parma, nel corso del Congresso nazionale Sinut svoltosi di recente a Bologna, dove ha illustrato le più recenti evidenze sul metabolismo dei composti bioattivi del tè e sul ruolo determinante del microbiota intestinale nella loro biodisponibilità.

Negli ultimi anni l’interesse per composti nutraceutici ad azione antiossidante e antinfiammatoria è cresciuto anche in oftalmologia, grazie alla crescente evidenza che molte malattie oculari croniche, dalla degenerazione maculare legata all’età alla retinopatia diabetica, fino al glaucoma, condividono meccanismi patogenetici complessi come stress ossidativo, infiammazione e disfunzione mitocondriale.  Una recente review pubblicata sulla rivista Nutrients mette a sistema l’attuale letteratura sui principali polifenoli naturali, tra cui curcumina, antocianine, resveratrolo ed epigallocatechina‑3‑gallato, analizzandone effetti terapeutici potenziali e meccanismi d’azione nelle patologie oculari, nonché le evidenze precliniche e cliniche disponibili fino ad oggi.

L’invecchiamento biologico non è un processo uniforme, ma è spesso guidato da una condizione silenziosa e persistente nota come “inflammaging”. Questo termine descrive uno stato di infiammazione cronica di basso grado che caratterizza molti individui sopra i 60 anni, aumentando il rischio di malattie degenerative, fragilità e disfunzioni del sistema immunitario. Tuttavia, una nuova frontiera della medicina nutrizionale suggerisce che la chiave per contrastare questo fenomeno potrebbe risiedere nel nostro intestino. Lo studio MaPLE (Microbiome mAnipulation through Polyphenols for managing Leakiness in the Elderly), recentemente pubblicato su Microbiome research reports, ha dimostrato come una dieta ricca di polifenoli possa agire come un potente modulatore biologico, capace di "riparare" l'intestino e ridurre l'infiammazione sistemica.

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