Per contrastare efficacemente lo spreco di prodotti alimentari, sono necessari tre elementi chiave: attenzione, creatività ed equilibrio negli acquisti. Ridurre l'impatto ambientale legato agli scarti di cibo spesso coincide con l'opzione per alimenti più sani. Gli esperti del Reparto Alimentazione Nutrizione e Salute dell'Iss (Istituto Superiore di Sanità) evidenziano che alcuni degli alimenti più sprecati, sebbene siano prodotti principe della dieta mediterranea, includono frutta fresca, verdure, pane fresco, insalate, cipolle, aglio e tuberi. Agire per utilizzare questi prodotti prima che si deteriorino è un beneficio sia per il nostro organismo che per il Pianeta. In occasione della giornata internazionale della Consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, l’Iss ha diffuso un decalogo mirato a prevenire tale spreco.

Nonostante la carne coltivata emerga come una promettente alternativa all'allevamento tradizionale, con notevoli potenziali benefici ambientali ed etici, i consumatori italiani rimangono ampiamente riluttanti. Un recente studio, pubblicato su Nutrients e condotto su 437 connazionali, rivela un paradosso significativo: sebbene la conoscenza di questa innovazione alimentare prodotta tramite agricoltura cellulare sia relativamente alta, la propensione all'acquisto è davvero scarsa. L'interesse, motivato soprattutto dalla sostenibilità ambientale, si scontra con ostacoli insormontabili: i maggiori freni all'accettazione sono infatti le preoccupazioni per la salute e i dubbi relativi ai processi produttivi. Ne abbiamo parlato con Anna Uliano, del dipartimento di Diritto, economia, management e metodi quantitativi (Demm) dell'Università degli Studi del Sannio, tra gli Autori dell’indagine.

Uno studio condotto dai ricercatori del King’s College London, ha dimostrato che l'analisi delle molecole presenti nei campioni di feci può fornire una misurazione accurata e potente di ciò che le persone mangiano e di come risponde il loro microbioma intestinale, aprendo una potenziale nuova via per studiare la nutrizione e il suo impatto sulla salute. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, si è concentrata sull'analisi del metaboloma fecale, la raccolta di metaboliti prodotti quando il cibo viene scomposto dall'intestino e dai microbi che vi risiedono.

In collaborazione con Named Group

Le teorie cellulari dell’invecchiamento suggeriscono che lo stato macroscopico di salute riflette ciò che accade a livello microscopico nelle singole cellule. Al centro del deterioramento cellulare si trova lo stress ossidativo, alimentato dalle specie chimiche altamente reattive quali i radicali liberi. Questi ossidanti sono prodotti normalmente durante la respirazione cellulare, in particolare dai mitocondri e, a causa del loro elettrone instabile, reagiscono indiscriminatamente con le macromolecole biologiche.

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