La Lombardia compie un passo avanti nella gestione della malattia renale cronica (Mrc) introducendo un sistema più uniforme e digitale per l'erogazione degli alimenti aproteici destinati ai pazienti in terapia dietetico nutrizionale. A oltre sei mesi dall'entrata in vigore del nuovo Modulo E-Nefropatia, il bilancio è positivo: la piattaforma ha semplificato l'accesso ai prodotti prescritti, eliminando differenze territoriali e rafforzando l'aderenza terapeutica, elemento essenziale per rallentare la progressione della patologia
Nella malattia renale cronica (Mrc) la dieta non è solo una prescrizione: è parte integrante della terapia. Eppure, nella pratica clinica, l’attenzione si concentra spesso su cosa mangiare e molto meno su come gli alimenti vengono preparati. Le linee guida definiscono obiettivi nutrizionali ed elettrolitici, ma dedicano ancora poco spazio all’effetto delle tecniche di cottura su minerali, consistenza, sapore e accettabilità del pasto. È proprio in questo spazio che si inserisce la precision cooking, un approccio che applica alla cucina gli stessi principi della nutrizione di precisione: modulare in modo intenzionale tempi, temperature, quantità di acqua, umidità, pressione e trasformazioni meccaniche per ottenere piatti più sicuri, più gradevoli e più adatti ai bisogni del paziente.
Uno studio italiano, pubblicato di recente su Nutrients, ha analizzato le abitudini alimentari spontanee dei pazienti con malattia renale cronica (Ckd) in stadio avanzato. L’obiettivo era capire come la consapevolezza della malattia influenzi le scelte quotidiane a tavola. Ne parliamo con Mariastella Di Lauro, che spiega i risultati più sorprendenti e i rischi di una dieta non guidata, unità di Fisiologia e Nutrizione, dipartimento di Medicina clinica e chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II, tra gli autori della ricerca.
Per decenni, i pazienti affetti da malattia renale cronica (Mrc) hanno dovuto affrontare una sfida quotidiana fatta di rigide proibizioni alimentari. Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata su Nature reviews nephrology suggerisce che è in atto un cambiamento di paradigma radicale: il passaggio da una dieta basata sulla sola restrizione quantitativa a una terapia nutrizionale orientata alla qualità.