L’obesità può associarsi a una condizione apparentemente paradossale: la carenza di ferro. Nonostante un apporto calorico spesso adeguato o persino eccessivo, le persone con obesità presentano, infatti, un rischio maggiore di alterazioni del metabolismo del ferro. Alla base vi sarebbero, tra gli altri fattori, l’infiammazione cronica di basso grado e l’aumento dell’epcidina, l’ormone che svolge un ruolo centrale nella regolazione dell’omeostasi del ferro. Una revisione sistematica pubblicata su Nutrients ha analizzato gli effetti di tre diversi pattern alimentari (dieta mediterranea, dieta chetogenica e digiuno intermittente) sul metabolismo del ferro negli adulti con obesità. Gli autori hanno incluso nella sintesi qualitativa 38 studi, evidenziando differenze e punti di attenzione, ma anche un elemento trasversale: la perdita di peso sembra contribuire di per sé al miglioramento dello status del ferro, attraverso la riduzione dell’infiammazione e dei livelli di epcidina.

Nel lipedema il calo ponderale non è quasi mai l’obiettivo. Ci si trova infatti di fronte a una patologia cronica e progressiva del tessuto adiposo sottocutaneo, quasi esclusivamente femminile, con accumulo bilaterale e simmetrico di massa grassa agli arti e tipico risparmio del dorso di mani e piedi; si accompagna a ipersensibilità tattile, dolore spontaneo o evocato dalla pressione, fragilità capillare ed edema interstiziale.

Le ondate di calore sono sempre più frequenti e prolungate e rappresentano una sfida crescente per la salute, soprattutto per le persone più vulnerabili. Temperature elevate e sudorazione possono aumentare il fabbisogno di liquidi e, in determinate condizioni, quello di elettroliti, mentre il caldo può influenzare anche appetito, digestione e adeguatezza dell’apporto nutrizionale. Ma quali indicazioni sono realmente supportate dalle evidenze? Bere molto è sempre la strategia migliore? Quando è necessario reintegrare gli elettroliti e quanto è importante evitare il rischio opposto, quello dell’iperidratazione? E cosa significa davvero “mangiare leggero” durante un’ondata di calore, soprattutto per anziani e persone fragili?

La gravidanza rappresenta un momento straordinario e delicato, in cui la nutrizione gioca un ruolo determinante non solo per il benessere della madre, ma anche per il corretto sviluppo del nascituro. Licia Iacoviello, responsabile dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed e Ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università Lum (Libera università mediterranea "Giuseppe Degennaro", Casamassima, Bari), illustra i risultati di uno studio condotto su una coorte di oltre 1.500 donne nel Sud Italia, un’area simbolo della tradizione mediterranea che sta però affrontando una progressiva perdita di aderenza a questo modello alimentare.

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