Gli agonisti del recettore Glp-1 (Glp1-Ra) hanno rivoluzionato la cura del diabete di tipo 2, ma la loro efficacia farmacologica non sempre coincide con una dieta equilibrata. Uno studio pubblicato di recente su Nutrients, condotto presso un centro diabetologico di Torino coinvolgendo 103 adulti affetti da diabete di tipo 2, evidenzia come i pazienti, pur perdendo peso, mantengano abitudini lontane dalla dieta mediterranea, con un consumo eccessivo di grassi e una cronica carenza di fibre. Ne parliamo con Valentina Ponzo, del dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Torino, prima firma dello studio.
Nutrizione e Dietologia. Aspetti clinici dell’alimentazione (G. Liguri, M. Stefani; Zanichelli, 2025, 688 pp., € 78,10) è un manuale universitario di riferimento per l’approccio clinico e scientifico alla nutrizione umana. Il testo affronta l’alimentazione sotto molteplici prospettive - clinica, epidemiologica, biochimica ed evoluzionistica - con contributi di esperti in biochimica, diabetologia, cardiologia, neurologia, ostetricia, tossicologia e medicina dello sport. Descrive gli effetti della dieta sulla salute e sulle principali patologie croniche, integrando conoscenze teoriche con implicazioni pratiche.
Il 20 e 21 marzo prossimi, il Bologna congress center ospiterà la quarta edizione degli Stati generali della nutrizione sportiva. L’evento, organizzato da Sanis — scuola leader in Italia e unica riconosciuta dall’European sport nutrition society (Esns) — si conferma tra i principali meeting nazionale per i professionisti del settore.
Il concetto di sarcopenia, introdotto da Irwin Rosenberg come semplice perdita di massa muscolare correlata all’età, si è progressivamente evoluto in una definizione clinica più articolata. I criteri diagnostici oggi più accreditati, proposti dall’European working group on sarcopenia in older people (Ewgsop2), individuano nella forza muscolare il parametro primario per l’identificazione della condizione. La rilevanza clinica della sarcopenia è indiscutibile: essa è associata a disabilità fisica, peggioramento della qualità della vita, aumento della mortalità e a un rilevante impatto sui costi sanitari. È inoltre fondamentale distinguere tra sarcopenia primaria, legata al fisiologico invecchiamento, e secondaria, associata a patologie o inattività, poiché questa classificazione orienta le scelte nutrizionali e terapeutiche.