La vita in isolamento rischia di farci fare i conti con un’eredità pesante, anche in termini di nuove abitudini alimentari e relative ricadute. A rivelarlo, un’indagine realizzata da Villa Miralago (centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare) e dalla School of management (Som) del Politecnico di Milano, attraverso un questionario online per comprendere il ruolo che il cibo e l’alimentazione in generale stanno avendo durante questo periodo di isolamento.

Un concentrato di polifenoli, denominato taurisolo, potrebbe rivelarsi un preziosissimo alleato nel combattere la cosiddetta tempesta citochinica che si abbatte sui pazienti affetti da Covid-19. La speranza arriva dagli studi che sta portando avanti un gruppo di ricercatori guidati da Ettore Novellino, direttore del dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, che da oltre due anni sta analizzando le proprietà antiossidanti di una miscela di polifenoli, ricca di resveratrolo, presenti nelle vinacce dell'uva aglianico estratte con un processo particolare e successivamente microincapsulati per aumentarne l'assorbimento a livello intestinale.

L’obesità tra i principali pericoli per l’aggravamento del quadro clinico da Covid-19. Crescono ormai le evidenze mano a mano che vengono pubblicati i dati delle casistiche internazionali, con un’indicazione che sembra rendere il Bmi (Body mass index) il secondo fattore di rischio dopo l’età avanzata.

Lo stato nutrizionale dei pazienti ricoverati per Covid-19 può rivelarsi un fattore prognostico per il peggioramento del quadro clinico e la necessità eventuale di ventilazione assistita. Un’esperienza interessante sui protocolli da adottare al momento dell’arrivo in corsia giunge dal Policlinico San Matteo di Pavia, una delle strutture maggiormente coinvolte dall’emergenza sin dai primi casi emersi a fine dello scorso febbraio.

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