Si aggiungono evidenze al ruolo giocato dall’associazione di L-arginina e Vitamina C liposomiale nell’infezione da Sars-coV-2. In particolare, un piccolo studio clinico monocentrico su 10 pazienti, condotto all’Ospedale Triolo Zancla di Palermo, segnala benefici nel long-Covid.

Cresce l’allarme obesità in età infantile in epoca Covid-19. Il post-confinamento, infatti, sta mettendo in evidenza numeri preoccupanti, decisamente più gravi di quelli pre-pandemia, secondo la Società italiana di pediatria (Sip). “Si chiama covibesity ed è un termine di nuova concezione comparso in letteratura scientifica per descrivere l’aggravamento dei tassi di obesità dovuto al confinamento imposto durante la pandemia” sottolinea la Sip in una nota.

È decisamente pericoloso il legame tra bassi livelli di vitamina D e Covid-19. L’associazione era stata ipotizzata molto precocemente rispetto all’esplosione in Italia della pandemia, con una lettera pubblicata a marzo 2020 sul British medical journal. Il tema è tornato alla ribalta durante le giornate della 5° International Conference on Controversies in Vitamin D tenutasi a Stresa dal 15 al 18 settembre scorsi.

Le diete vegetariane e/o ricche di pesce (cosiddette pescetariane) possono aiutare ad attenuare l’impatto di una eventuale infezione da Sars-coV-2, secondo quanto suggerito da uno studio pubblicato su Bmj Nutrition prevention & health. Il rischio di malattia grave verrebbe ridotto, rispettivamente, del 73% e del 59%.

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