C’è un nuovo campo scientifico che sta trasformando la comprensione del rapporto tra cibo e salute umana: la foodomica. Si tratta di un’area interdisciplinare che integra genomica, trascrittomica, metabolomica e proteomica, insieme a chemiometria e bioinformatica, per analizzare la composizione biochimica, molecolare e cellulare degli alimenti. La foodomica considera il cibo non solo come fonte di energia, ma anche come mezzo per promuovere la salute e ridurre il rischio di malattie.
L'assunzione di vitamina D nella popolazione italiana è ben al di sotto della media giornaliera raccomandata, con rischi maggiori per donne e negli anziani. Queste le conclusioni di un'indagine da poco pubblicata su Nutrients che evidenzia, tra l’altro, come il pesce sia la principale fonte di vitamina D nella dieta italiana,e quanto sino necessari interventi per migliorare l'apporto di questo nutriente, a partire dall’implementazione di strategie educative e dalla fortificazione degli alimenti. A parlarcene, Daniela Merlotti, del dipartimento di Scienze mediche, Aou Senese, Siena, coordinatrice della ricerca.
Una revisione sistematica di recente pubblicata sul Journal of the international society of sports nutrition, ha valutato l'efficacia della curcumina nel ridurre i danni muscolari indotti dall'esercizio negli atleti. Gli autori hanno analizzato studi clinici randomizzati, focalizzandosi sugli effetti della curcumina su dolori muscolari, infiammazione e marcatori di danno muscolare in individui che praticano sport regolarmente.
Un recente articolo su Nature Microbiology, frutto di un workshop dell'International scientific association for probiotics and prebiotics (Isapp), evidenzia come la dieta, spesso trascurata come variabile, sia un fattore determinante nelle risposte individuali a probiotici e prebiotici.