Gli Autori, in premessa, sottolineano che la ricerca su probiotici e prebiotici mostra risposte con notevole variabilità e le cause di queste discrepanze non sono, a oggi, ancora ben comprese.
L'articolo evidenzia, una volta di più, come la dieta sia un fattore determinante nella composizione e nella funzione del microbiota intestinale. La disponibilità di substrati per il metabolismo microbico, influenzata proprio dalla dieta, impatta direttamente sull'efficacia degli interventi con probiotici e prebiotici.
“L’attuale ricerca sui componenti alimentari e il microbiota intestinale - si sottolinea - mostra chiaramente come la dieta di un individuo, in particolare i carboidrati che non vengono completamente digeriti nel tratto digerente superiore come le fibre alimentari, influenzi la disponibilità di substrati per il metabolismo microbico. Sorprendentemente, la dieta è stata spesso omessa o sottovalutata come variabile nella ricerca su probiotici e prebiotici. Questo è un errore significativo, considerando il suo forte impatto sull'ambiente intestinale e sul metabolismo microbico”.
L'articolo cita evidenze di come fattori dietetici abbiano differenziato i soggetti che hanno risposto ai trattamenti da quelli che non hanno risposto. Per esempio, diverse ricerche hanno dimostrato che un elevato consumo di fibre potenzia la risposta al trattamento prebiotico. La dieta può influenzare direttamente fattori come il pH gastrico, la secrezione di enzimi digestivi e la disponibilità di energia per le cellule intestinali. Tutti elementi che plasmano l'ambiente in cui probiotici e prebiotici agiscono.
Gli esperti hanno formulato 10 raccomandazioni fondamentali per la progettazione, la conduzione e la divulgazione di futuri studi clinici su probiotici e prebiotici, tra cui:
- considerare come armonizzare la dieta della popolazione in studio.
- dare istruzioni precise sul dosaggio e sulla tempistica di assunzione di probiotici/prebiotici.
- programmare studi che evitino periodi festivi o variazioni significative della dieta.
- selezionare metodi adeguati di valutazione della dieta.
- includere nel team di ricerca un dietologo o un nutrizionista esperto in valutazione dietetica e microbiota intestinale.
Così concludono gli Autori: “È necessario un cambio di paradigma nella ricerca su probiotici e prebiotici. Ignorare l'impatto della dieta compromette la validità dei risultati e limita la possibilità di sviluppare interventi efficaci e personalizzati. La collaborazione tra esperti di microbiota, nutrizionisti e altri specialisti è essenziale per progredire in questo campo”.
Nicola Miglino
