Lungi dal rappresentare una cura, in un contesto in cui i vaccini si stanno rivelando un presidio imprescindibile e molti studi sono in corso nel tentativo di individuare terapie specifiche, l’impiego di nutraceutici nella profilassi di Covid-19 continua a suscitare dibattito nella comunità scientifica.

Si chiama Covid-19 e intestino, un anno dopo il webinar promosso da Yakult Italia con il patrocinio di Aggei che si terrà il prossimo 26 maggio alle ore 17.00. Dopo il successo della prima edizione, tenutasi ad aprile 2020, il convegno si propone con un nuovo format improntato all’intervista medica e all’interazione finale con il pubblico.

Assumere complessi multivitaminici, omega-3, probiotici o supplementi di vitamina D potrebbe ridurre il rischio di positività al test per Sars-Cov-2, almeno nelle donne. A dirlo un ampio studio di popolazione pubblicato online su Bmj nutritionand prevention and health.

Il microbiota intestinale è strettamente coinvolto nell’evoluzione di Covid-19, in relazione alla risposta immunitaria dell'ospite. Inoltre, la disbiosi conseguente può persistere anche dopo la guarigione, contribuendo all’insistenza di alcuni sintomi che pregiudicano una rapida ripresa. Queste le conclusioni di una ricerca pubblicata su Gut, rivista del gruppo Bmj, che ha voluto mettere in relazione gravità della malattia, disbiosi intestinale e marker ematici di infiammazione in pazienti colpiti da Covid-19.

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