È decisamente pericoloso il legame tra bassi livelli di vitamina D e Covid-19. L’associazione era stata ipotizzata molto precocemente rispetto all’esplosione in Italia della pandemia, con una lettera pubblicata a marzo 2020 sul British medical journal. Il tema è tornato alla ribalta durante le giornate della 5° International Conference on Controversies in Vitamin D tenutasi a Stresa dal 15 al 18 settembre scorsi.

Trattare la disbiosi con probiotici come approccio adiuvante in caso di Covid-19. Questa l’ipotesi suggerita da un gruppo di Autori su La Revue des microbiotes, in base alle evidenze scientifiche oggi disponibili che mettono in evidenza la forte correlazione tra gravità della malattia e alterazioni della flora batterica intestinale.

Pokè, ovvero “tagliare a pezzi”. Il nome si riferisce a un piatto base della cucina hawaiana, servito come antipasto o come pasto principale, composto da una base di riso con pesce crudo o marinato, tagliato, appunti, a pezzetti e abbinato a verdura e frutta. Così di moda da fare concorrenza al sushi, pare stia diventando una vera e propria mania nel nostro Paese, secondo il report “Il mercato del pokè in Italia” realizzato da Cross border growth capital, advisor leader in Italia per aumenti di capitale e operazioni di finanza straordinaria per startup e Pmi.

Si intitola “Stile di vita, alimentazione e integrazione nell’epoca del Covid-19. Lo stato dell’arte”, la review che Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy, ha pubblicato di recente sul sito Integratori e Benessere di Integratori Italia, con l’obiettivo di dare un contributo al dibattito sul ruolo dell’integrazione mirata a supporto del sistema immunitario.

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