Spermidina ed eugenolo per contrastare i danni intracellulari da Sars-coV-2. L’ipotesi è sotto indagine all’Università di Bologna che sta coordinando Spin, progetto di ricerca che rientra tra le attività messe in campo dall’Unione europea in risposta alla pandemia da Covid-19. Tutto ruota intorno all’autofagia, un meccanismo di pulizia intracellulare messo in crisi proprio da Sars-coV-2 per evitare di essere degradato ed eliminato.

Si susseguono pubblicazioni sul ruolo della vitamina D in caso di Covid-19. L’ultima, su Clinical Nutrition, riguarda uno studio osservazionale, prospettico, condotto presso l’Ospedale San Matteo di Pavia, tra i centri di riferimento Covid lombardi.

Il detonatore è un articolo su sito del quotidiano la Repubblica dal titolo: “Mangia il ferro di cui si nutre il virus, così la lattoferrina può combattere il Covid". Racconta di una ricerca condotta dall’Università Tor Vergata di Roma in collaborazione con l’Università La Sapienza che suggerisce un effetto protettivo della lattoferrina contro Covid-19. Da una parte, le farmacie della Capitale vengono prese d’assalto mentre, dall’altra, impazza la guerra mediatica tra scienziati.

Con lo scoppio della seconda ondata di Covid-19 nel nostro Paese, si è riacceso il dibattito intorno al ruolo degli integratori nutrizionali nella prevenzione e nel trattamento della malattia. Per ribadire alcuni concetti chiave sulla base delle evidenze scientifiche abbiamo chiesto un parere ad Arrigo Cicero, presidente della Società italiana di nutraceutica.

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