Prof. Grosso, cosa sono i ritmi circadiani e perché sono importanti per la salute?
I ritmi circadiani sono orologi biologici interni che allineano i processi fisiologici e comportamentali con il ciclo luce-buio di 24 ore. Questi ritmi sono regolati da alcuni geni orologio che si attivano/disattivano periodicamente e regolano, appunto, funzioni basilari del nostro organismo affinché queste siano in linea con l’ambiente che ci circonda.
Cos'è il cronotipo e come influenza la salute?
Essendo i ritmi circadiani influenzati da una regolazione genica, vale a dire una predisposizione, una inconscia preferenza, geneticamente determinata, nella gestione del tempo e dei propri cicli personali, esistono diverse combinazioni genetiche che si traducono in differenze fenotipiche tra le persone, quali, per esempio, una preferenza a essere più attivi al mattino e bisognosi di riposo alla sera o viceversa o, ancora, delle condizioni intermedie, in sostanza non necessariamente allineate con i ciclo luce-buio. In gergo, cronotipo mattutino o diurno e cronotipo serotino o notturno. La cosa interessante è che questi “geni orologio” regolano non soltanto aspetti “macroscopici” della nostra fisiologia come, per esempio, il sonno e la fame, ma anche molecolari, come funzioni riguardanti il ciclo di vita cellulare. Per esempio, certe operazioni associate alla moltiplicazione cellulare, durante le quali abbiamo un delicato rimaneggiamento del Dna, avvengono o, forse meglio, dovrebbero avvenire secondo questo orologio interno, in momenti di riposo dell’organismo, idealmente per minimizzare il rischio di errori, mutazioni e sviluppo di patologie a essi legati, come i tumori.
In che modo la crononutrizione è legata al rischio di cancro?
Le nostre abitudini alimentari sono anch’esse legate a preferenze temporali in linea con i nostri ritmi circadiani e il cronotipo. Un disallineamento di tutti questi fattori può portare a esacerbare la situazione di cui sopra, con attività cellulari delicate che avvengono durante periodi di elevata attività biologica. Pensiamo, per esempio, a grosse abbuffate serali quando il nostro cronotipo ci suggerirebbe di essere già a letto.
Cos'è l'alimentazione a tempo limitato e come può influire sul rischio di cancro?
L’alimentazione a tempo limitato si base sull’assunto che, in base ai ritmi circadiani, il tempo dedicato ad alimentarsi dovrebbe coincidere con le ore di luce: ricordiamoci che soltanto in una piccolissima frazione della storia dell’umanità l’essere umano è stato esposto a luce costante durante i cicli di 24 ore, ma la quasi sua interezza evolutiva si fonda sui cicli luce-buio. Pertanto, l’idea è quella di limitare l’assunzione di cibo a circa 8 ore al giorno e digiunare nelle restanti. Questo dovrebbe permettere una lunga finestra di tempo per meglio regolare tutti quei processi che richiedono, appunto, cicli di attività e riposo, andando a lungo termine a ridurre il rischio di patologie, incluso i tumori.
Quali sono i meccanismi principali attraverso i quali il cronotipo e la crononutrizione possono influenzare il rischio di cancro?
Ovviamente la situazione è molto complessa e difficile da riassumere in poche frasi. A livello molecolare possiamo avere un funzionamento sempre più scadente di tutti quei meccanismi di protezione a livello di replicazione del Dna, da cui potrebbero scaturire patologie neoplastiche. A livello fenotipico possiamo anche avere una disregolazione del metabolismo e, quindi, ancora altri fattori di rischio anche per patologia tumorale. Ultimamente è stato chiamato in causa il microbiota intestinale, che anch’esso dimostra una ciclicità in linea con i ritmi circadiani, e delle differenze in base al cronotipo.
Quali geni coinvolti nei ritmi circadiani e nel ciclo cellulare sono stati collegati al cancro?
Sono geni orologio che regolano, tra le varie cose, anche i cicli cellulari. In breve, regolano i processi che permettono a una cellula di duplicarsi o di morire in maniera assolutamente sicura, senza che ci siano alterazioni del Dna o limitandole. Se un errore nel Dna è grave o si accumula e si moltiplica, c’è il rischio che queste cellule si immortalizzino, vale a dire perdano di funzione e il nostro organismo non riesce più a eliminarle, diventando, appunto, cellule neoplastiche.
Ci sono prove che supportano l'associazione tra cronotipo, crononutrizione e cancro negli studi sull'uomo?
Esistono alcuni studi epidemiologici, condotti su numerose persone, in cui si è osservata l’associazione tra cronotipo e rischio di cancro. Nello specifico, persone con cronotipo mattutino sembrano avere un minor rischio di cancro rispetto a individui con cronotipo serotino.
Quali sono i limiti della ricerca attuale e quali sono le direzioni future?
Non sappiamo ovviamente il tipo di relazione tra questi fattori, vale a dire se l’assetto genetico, mattutino o serotino, per esempio, sia un fattore di rischio per sé oppure se lo sia in quanto porta ad avere uno stile di vita disallineato con i cicli luce-buio, inclusa un’alimentazione poco curata. È raro che in patologie complesse come il cancro ci siano meccanismi univoci che ne possano determinare l’insorgenza: in futuro saremo maggiormente in grado di affinare i modelli probabilistici per orientarci meglio su quei fattori che potrebbero influenzare maggiormente il rischio di tumori e lavorare su questi affinché si promuovono degli stili di vita preventivi.
Nicola Miglino
