Il ruolo dei polifenoli alimentari nella protezione della salute è noto da tempo: si tratta di composti bioattivi abbondanti negli alimenti di origine vegetale. Negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata non solo sulla loro funzione, ma anche sull’influenza che il momento della giornata in cui vengono assunti può avere sui benefici che apportano. Questa intuizione deriva dal filone di studi dedicati alla crononutrizione, che indaga l’impatto dell’alimentazione sulla regolazione dei ritmi circadiani.

I ritmi circadiani, orologi biologici interni, regolano le funzioni fisiologiche in linea con il ciclo luce-buio. Il cronotipo, espressione genetica di questi ritmi, determina le preferenze individuali, come essere mattutini o serotini. Questi "geni orologio" influenzano il sonno, la fame e processi cellulari cruciali, inclusa la replicazione del Dna. Un disallineamento tra cronotipo, ritmi circadiani e abitudini alimentari può compromettere i meccanismi di protezione del Dna, aumentando il rischio di patologie come il cancro. La crononutrizione studia l'impatto delle abitudini alimentari sui ritmi circadiani e sulla salute. L'alimentazione a tempo limitato (Tre) mira a ristabilire l'equilibrio tra ritmi e metabolismo, potenzialmente riducendo il rischio di malattie. A parlarcene, Giuseppe Grosso, ordinario di Nutrizione umana all’Università di Catania, coordinatore di una recente review dedicata al tema, pubblicata su Nutrients.

 

Serotino o mattutino? Ovvero, siamo più attivi alle prime ore dell’alba o nella seconda parte della giornata? Il cosiddetto cronotipo sembra non essere indifferente per il nostro metabolismo e sono sempre più numerosi gli studi che sottolineano l’importanza di assecondare i ritmi biologici dell’organismo per assicurarne salute e benessere. Ecco così che un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Sofia Lotti, nutrizionista presso il dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze, ha condotto una metanalisi, pubblicata su Advances in nutrition, tesa a fare il punto sul rapporto tra ritmi circadiani, dieta e stato di salute.

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