Integratori per l'immunità: il modello di consumo americano prima della pandemia

04 Marzo 2025

Le etichette svolgono un ruolo significativo nella scelta degli integratori, in particolare per quanto riguarda i benefici dichiarati sul sistema immunitario, mentre sono pochi i consumatori che scelgono sulla base di un consulto medico. L’indicazione giunge dagli Stati Uniti, grazie a un recente studio pubblicato su Jama Network Open che ha esaminato la prevalenza dell'uso di integratori alimentari per benefici immunitari in usa prima della pandemia di Covid-19.

I ricercatori hanno utilizzato i dati del National health and nutrition examination survey (Nhanes) dal gennaio 2017 al marzo 2020 per identificare le caratteristiche di coloro che assumevano integratori alimentari per prevenire il raffreddore o rafforzare il sistema immunitario.

Lo studio ha rilevato che circa l'11% della popolazione statunitense ha utilizzato integratori alimentari con lo scopo di rafforzare il sistema immunitario. Questa prevalenza variava in base a diversi fattori sociodemografici e sanitari. In particolare, l'uso aumentava con il livello di istruzione, del reddito familiare, della qualità della dieta e della salute generale.

Il 28,3% di chi ha usato questi prodotti, l’ha fatto esclusivamente con un obiettivo legato ai benefici immunitari. La maggior parte (40%), invece, con l’intento più generale di mantenere o migliorare lo stato di salute. Il consumo aumentava con l'età e con il peggioramento delle condizioni di salute.

La maggioranza (60,1%) dei consumatori, utilizzava prodotti le cui etichette riportavano affermazioni relative al sistema immunitario che, dunque, sembrano conservare un ruolo significativo nelle scelte. Solo una minoranza (16,6%) lo ha fatto su raccomandazione di un medico.

 “Lo studio sottolinea che un numero significativo di persone negli Stati Uniti utilizza integratori per i benefici immunitari”, sottolineano gli Autori. “Le affermazioni in etichetta sembrano avere un'influenza significativa. Le raccomandazioni mediche, sebbene meno comuni, diventano più importanti tra gli anziani e le persone con problemi di salute, suggerendo che la consulenza dei professionisti gioca un ruolo, soprattutto per le popolazioni più vulnerabili”. (n.m)

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