Lo scorso agosto, in occasione del congresso annuale dell’European society of cardiology, è stato presentato un update delle linee guida del 2019 sulla gestione delle dislipidemie promosso dalla stessa società e dall'European atherosclerosis society. Questo documento che, tengo a precisare, non è la nuova edizione delle linee guida, ha fatto molto scalpore per una indicazione "negativa" rispetto all'impiego di integratori ipocolesterolemizzanti in prevenzione cardiovascolare.
In collaborazione con Pharmanutra
La vitamina D è conosciuta come la vitamina del sole e rappresenta un vero e proprio ormone fondamentale per la promozione della salute. La vitamina D, infatti, è indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro solidità e resistenza, oltre a promuovere anche l’assorbimento del fosforo. Negli ultimi anni la vitamina D è stata oggetto di numerosi studi scientifici che evidenziano l’importanza di tale vitamina nella prevenzione dello stato di salute, rinforzando il sistema immunitario.1 Per esercitare i suoi effetti biologici, la vitamina D deve legarsi specificamente ai suoi recettori (VDR), presenti in numerosi tessuti dell'organismo, attivando così una serie di processi cellulari essenziali per il mantenimento della salute2.
In Lombardia, lo screening nutrizionale è stato reso obbligatorio a partire da gennaio 2025 per tutti i pazienti ricoverati, ospedalizzati e nelle strutture residenziali e per gli assistiti in assistenza domiciliare.
L'European society of cardiology (Esc) e l'European atherosclerosis society (Eas) hanno pubblicato un aggiornamento delle Linee guida 2019 sulla gestione dei livelli lipidici per ridurre il rischio cardiovascolare. L’aggiornamento, presentato al recente Esc Congress 2025 di Madrid, mira a ottimizzare il trattamento dei pazienti e salvare vite, integrando nuove conoscenze mediche e modelli di predizione del rischio migliorati.