Il documento evidenzia nuove popolazioni di pazienti che possono trarre beneficio dalla terapia con statine. Viene raccomandato l'uso delle statine per i pazienti con HIv di età pari o superiore a 40 anni, indipendentemente dal loro rischio cardiovascolare. Le persone con Hiv, infatti, presentano un rischio raddoppiato di malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd) rispetto alla popolazione generale.
Inoltre, viene considerata la terapia con statine per i pazienti oncologici ad alto rischio di tossicità cardiovascolare correlata alla chemioterapia a base di antracicline, comune nel trattamento di tumori come il cancro al seno e il linfoma e associata allo sviluppo di insufficienza cardiaca in una percentuale significativa di pazienti.
L'aggiornamento fornisce anche indicazioni sull'uso di nuovi farmaci ipolipemizzanti, come l'acido bempedoico, che può essere utile per i pazienti intolleranti alle statine, e sull'impiego di terapie ipolipemizzanti per migliorare gli esiti nei pazienti con sindromi coronariche acute.
Integratori Alimentari
Una sezione di particolare rilievo riguarda l'uso di integratori e vitamine, con la conclusione che non esistono evidenze che siano contemporaneamente sicuri ed efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo Ldl e il rischio cardiovascolare. Nello specifico, così si dice:
- riso rosso fermentato: sebbene per alcune preparazioni selezionate (purificate, ad alto dosaggio) sia stato riportato un effetto ipocolesterolemizzante rilevante, mancano prove convincenti di un beneficio clinico.
- pufa (acidi grassi polinsaturi): non ci sono prove che l'integrazione possa abbassare i livelli di colesterolo Ldl o ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, con l'unica eccezione dell'icosapent etile purificato ad alto dosaggio, utilizzato nel contesto dell'ipertrigliceridemia.
- fitosteroli: questi composti riducono l'assorbimento del colesterolo intestinale e possono abbassare i livelli di Ldl-C di circa il 10% a dosi fino a 2 grammi al giorno senza eventi avversi segnalati. Tuttavia, non esistono studi che dimostrino un beneficio dei fitosteroli sugli esiti cardiovascolari.
- Il trial Sport ha confrontato la rosuvastatina con placebo e vari integratori (olio di pesce, cannella, aglio, curcuma, steroli vegetali, riso rosso fermentato) in individui con rischio aumentato di ASCVD. A 28 giorni, la rosuvastatina ha mostrato una riduzione del colesterolo LDL significativamente maggiore rispetto a tutti gli integratori e al placebo, e nessuno degli integratori ha portato a una riduzione significativa dell'LDL-C rispetto al placebo.
L'aggiornamento riafferma inoltre l'importanza di abitudini alimentari sane nel ridurre i livelli di colesterolo Ldl e il rischio cardiovascolare. Una dieta equilibrata, caratterizzata da bassi livelli di grassi saturi e ricca di prodotti integrali, verdura, frutta e pesce, rimane un pilastro fondamentale della prevenzione cardiovascolare.
Così commenta Arrigo Cicero, presidente Sinut (Società italiana di nutraceutica): “Per una volta le linee guida, nel riquadro finale delle raccomandazioni, sottolineano come non sia consigliato usare prodotti non sicuri e/o senza attività dimostrata nel ridurre la colesterolemia Ldl. In pratica, da un lato si dice “se non funziona e non è sicuro, non assumerlo": concetto lapalissiano, ma che prende di mira duramente tutti gli integratori con attività ipolipemizzante mai dimostrata nell'uomo o inseriti a dosi inefficaci. Dall'altro, si spinge in qualche modo a promuovere la dimostrazione di efficacia e sicurezza con ricerche adeguate. Molto discutibile l'esempio dello Studio Sport, metodologicamente assurdo, a partire dal background. Diciamo che, con tutti i temi che si potevano aggiornare delle linee guida precedenti, questo forse non era il più urgente, specie se fatto così”.
Nicola Miglino
