Gli oli essenziali (Oe) stanno dimostrando un potenziale promettente nella modulazione dell’asse intestino-cervello (Gba) attraverso meccanismi che includono la regolazione dei neurotrasmettitori, la modulazione del microbiota intestinale e l'attività antinfiammatoria. Allo stesso tempo, i fitocannabinoidi (Thc, Tetraidrocannabinolo e Cbd, cannabidiolo) offrono un valore terapeutico, benché il loro uso a lungo termine richiede cautela a causa dei potenziali impatti sul microbiota. Al tema, è stata dedicata una recente review pubblicata su Nutrients. A parlarcene, Roberta Budriesi, docente di Chimica degli alimenti all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, coordinatrice del lavoro e Luca Camarda, dottorando in Chimica degli alimenti presso Unibo.
La Steatosi epatica non alcolica (Nafld), meglio nota come “fegato grasso”, è una patologia che interessa circa un adulto su quattro in Italia. Caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche, essa deriva da un eccesso di peso corporeo e può degenerare in condizioni gravi come la cirrosi epatica o l'epatocarcinoma. Una nuova opzione di trattamento, a base di una composizione di alghe e cromo, ha dimostrato risultati significativi in uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco condotto su 100 pazienti affetti da sindrome metabolica con steatosi epatica e obesità centrale.
In collaborazione con Named Group
Gli studi dimostrano che le donne vivono più a lungo, ma con maggiori disabilità. Le differenze di genere, derivanti da elementi non solo genetici e ormonali, ma anche psico-sociali, sono determinanti nel mantenimento della salute femminile. Le fasi della vita riproduttiva femminile (tra menarca e menopausa) e il periodo dopo la menopausa devono essere prese in considerazione per analizzare i fattori di rischio di malattie che impattano sulla qualità di vita e di invecchiamento della donna.
La ricerca scientifica sta mettendo in luce un ruolo sempre più significativo di dieta e supplementi nella gestione dell'artrite, offrendo nuove prospettive per chi convive con condizioni come l'artrite reumatoide (Ar), la spondiloartrite assiale (axSpA) e l'artrite psoriasica (PsA). Una recente revisione sistematica, pubblicata su Frontiers in Medicine, ha analizzato quasi 2.250 studi, concentrandosi su 49 trial clinici di alta qualità per esplorare come dieta e integratori possano influenzare queste patologie.