Gli oli essenziali (Oe) stanno dimostrando un potenziale promettente nella modulazione dell’asse intestino-cervello (Gba) attraverso meccanismi che includono la regolazione dei neurotrasmettitori, la modulazione del microbiota intestinale e l'attività antinfiammatoria. Allo stesso tempo, i fitocannabinoidi (Thc, Tetraidrocannabinolo e Cbd, cannabidiolo) offrono un valore terapeutico, benché il loro uso a lungo termine richiede cautela a causa dei potenziali impatti sul microbiota.  Al tema, è stata dedicata una recente review pubblicata su Nutrients. A parlarcene, Roberta Budriesi, docente di Chimica degli alimenti all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, coordinatrice del lavoro e Luca Camarda, dottorando in Chimica degli alimenti presso Unibo.

Il microbiota umano rappresenta l’insieme di diversi trilioni di microrganismi presenti all’interno del nostro organismo e sul nostro corpo, rappresentati da batteri, funghi, protozoi e virus, che convivono con il nostro sistema in maniera simbiotica e sono presenti in tutti i tessuti che si interfacciano con l’esterno, come la pelle, il cavo orale, il sistema respiratorio, il tratto urogenitale e, soprattutto, nell’intestino, in particolar modo il colon.

È ormai assodato che il microbiota intestinale comunica con il sistema nervoso centrale attraverso il rilascio di metaboliti come acidi grassi a catena corta, citochine e neurotrasmettitori e che questa comunicazione bidirezionale è fondamentale nello sviluppo di disturbi neuropsichiatrici. Gli studi in questo ambito si stanno quindi moltiplicando e, di recente, è nato un nuovo filone di ricerca noto con il nome di “psichiatria nutrizionale” che ha nel proprio obiettivo di ricerca quello di comprendere e sfruttare il collegamento tra dieta, funzione microbica e salute del cervello. 

In collaborazione con Yakult Italia

Correva l’anno 1998, quando l’americano Michael D. Gershon, docente alla Columbia University di New York, coniò per primo la definizione di “Intestino secondo cervello”. Da allora, molti studi si sono concentrati sulla correlazione tra i due organi, più recentemente sul ruolo giocato dal microbiota intestinale in questa interazione e su come poter intervenire nel correggere stati di disbiosi, potenzialmente implicati in patologie ora a carico dell’intestino, ora del sistema nervoso centrale.

A fare il punto con noi, in occasione del suo intervento al congresso Brain&Malnutrition tenutosi di recente a Milano, Fabio Pace, direttore UOC di Gastroenterologia, ASST BG EST, Seriate (Bg).

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