La Steatosi epatica non alcolica (Nafld), meglio nota come “fegato grasso”, è una patologia che interessa circa un adulto su quattro in Italia. Caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche, essa deriva da un eccesso di peso corporeo e può degenerare in condizioni gravi come la cirrosi epatica o l'epatocarcinoma. Una nuova opzione di trattamento, a base di una composizione di alghe e cromo, ha dimostrato risultati significativi in uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco condotto su 100 pazienti affetti da sindrome metabolica con steatosi epatica e obesità centrale.
Il termine “steatotic liver disease” (SLD) identifica una condizione caratterizzata da eccessivo accumulo di lipidi nel fegato. Esso comprende la condizione che prendeva il nome di NAFLD (non-alcoholic fatty liver disease), attualmente definita MASLD (metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease). La SLD include anche la ALD (alcohol-related liver disease). La SLD interessa circa il 30% della popolazione globale ed è favorita prevalentemente dall’obesità, dal diabete tipo 2 e dall’alcol. Soltanto una piccola percentuale dei pazienti affetti da SLD progredisce sino alla cirrosi, sebbene la SLD rimanga la principale causa di cirrosi sia in Europa sia negli USA. L’infiammazione epatica favorisce la presenza e la progressione della fibrosi epatica, che rappresenta un fattore predittivo della mortalità per malattia epatica.
La steatosi epatica di origine metabolica (MASLD, Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease; in precedenza steatosi epatica non alcolica), è caratterizzata da un elevato accumulo di grasso nel fegato di individui che consumano quantità ridotte/nulle di alcol. La MASLD è una patologia epatica molto diffusa in Italia e nel mondo e colpisce circa il 25-30% della popolazione, con maggiore prevalenza nei paesi con tassi elevati di obesità, diabete mellito tipo 2 e sindrome metabolica, di cui è la componente epatica. La MASLD comporta un accumulo di grasso negli epatociti ma non infiammazione.
Il Cynara cardunculus, o carciofo, è una pianta nota per le sue proprietà epatoprotettive, antiossidanti e in grado di intervenire sul metabolismo lipoproteico inibendo l’HMG-CoA reduttasi e l’acetil-CoA C-acetiltransferasi, oltre che di aumentare l’escrezione di sali biliari esercitando quindi così il suo effetto ipolipemizzante.