La Steatosi epatica non alcolica (Nafld), meglio nota come “fegato grasso”, è una patologia che interessa circa un adulto su quattro in Italia. Caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche, essa deriva da un eccesso di peso corporeo e può degenerare in condizioni gravi come la cirrosi epatica o l'epatocarcinoma. Una nuova opzione di trattamento, a base di una composizione di alghe e cromo, ha dimostrato risultati significativi in uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco condotto su 100 pazienti affetti da sindrome metabolica con steatosi epatica e obesità centrale.
Le alghe marine, che comprendono circa 300 mila specie catalogate tra microalghe e macroalghe, rappresentano una vasta e ampiamente sottoutilizzata risorsa di molecole bioattive con potenziali applicazioni che vanno dal settore alimentare a quello farmaceutico e biotecnologico. Un recente focus a più articoli, pubblicato su Frontiers in Marine Science, ha fatto il punto su come l'integrazione dei bioattivi algali nei sistemi alimentari possa offrire strategia innovative per migliorare la salute pubblica, migliorando i profili nutrizionali e contribuendo alla prevenzione di malattie legate alla dieta.