Nel valore della tavola c'è la responsabilità di un'umanità che guarda al futuro della Terra. Da questa premessa nasce Salviamo il mondo a tavola. Guida a un'alimentazione sana e sostenibile (P. Pellegrini; Città Nuova; 176 pp. € 16,90).

Sebbene le interazioni farmaco-cibo siano considerate cruciali per l'efficacia del trattamento in varie malattie, l'effetto degli alimenti sui medicinali è difficile da determinare in modo certo. Per esempio, attualmente non sono praticamente disponibili dati che descrivano le interazioni delle statine con i componenti della dieta: mancano evidenze per quanto riguarda gli effetti additivi, complementari o antagonisti.

Troppi studi epidemiologici e osservazionali sui benefici della dieta nel preservare, con il tempo, la funzione cognitiva, non trovano conferme negli studi clinici. Due le possibili spiegazioni: o non esiste una relazione causa/effetto o i trial clinici sono mal disegnati. Da queste premesse nasce il tentativo del Nutrition for dementia prevention working group della University of southern California (Usc) di fornire suggerimento su strategie efficaci per indagare nel modo migliore il rapporto tra dieta e salute cerebrale.

Da un punto di vista nutrizionale, il principale contributo alla gestione e alla remissione del diabete, condizione che si verifica quando un paziente non soddisfa più i criteri diagnostici senza ricevere farmaci ipoglicemizzanti, è la perdita di peso, in virtù miglioramenti significativi nella sensibilità all'insulina epatica e muscolare.

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