Dopo l’acceso dibattito scatenato dal lavoro pubblicato a luglio sul New England journal of medicine, ecco altri due studi, questa volta ospitati dal British medical journal che mettono in discussione l’utilità della vitamina D, questa volta nella prevenzione di infezioni del tratto respiratorio, con particolare riguardo al Covid-19. Ancora una volta, però, sono gli stessi Autori a identificare alcuni limiti del protocollo, con un editoriale di commento che ribadisce l’attenzione a situazioni di ipovitaminosi in gruppi di popolazione particolarmente a rischio.

Almeno il 5% dei pazienti guariti dal Covid-19 continua a mostrare, a distanza di tempo, alterazione di gusto e olfatto. Qualcosa come 27 milioni di persone nel mondo, considerato che sono circa 550 milioni i casi ufficialmente confermati a oggi. A fornire questi numeri, una ricerca pubblicata sul British medical journal che ha preso in esame i dati di 18 studi osservazionali che hanno indagato il fenomeno dell’ageusia e dell’anosmia su quasi 4 mila pazienti Covid guariti.

La quercetina, flavonolo abbondante nella frutta e nella verdura e ampiamente utilizzato come integratore alimentare per rafforzare il sistema immunitario, è caratterizzata da tre proprietà: antiossidante, antinfiammatoria e immunomodulante. La combinazione di queste azioni le consente di essere uno degli integratori più studiati clinicamente per un suo potenziale ruolo terapeutico nel Covid-19

Un aumento del 36% dei sintomi associati a disturbi alimentari e boom di ricoveri, in salita del 48%, in periodo di pandemia. Questo l’effetto domino che Covid-19 ha generato in pazienti con disturbi alimentari, tra cui bulimia, anoressia nervosa e altre patologie cibo-correlate.

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