Named Group acquisisce LIFe Laboratorio Italiano Fermentati, azienda italiana pioniera nella produzione di verdure biologiche fermentate spontaneamente. Il Gruppo amplia così il proprio portfolio prodotti, che già conta integratori, nutraceutici, dispositivi medici e kit di analisi del microbiota, con una linea di alimenti vegetali biologici fermentati spontaneamente non pastorizzati.
Quattro italiani su dieci sono in eccesso ponderale, uno su dieci è obeso. E non decolla il consumo delle cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate dalle linee guida per una corretta alimentazione. Se è vero, infatti, che pochi italiani adulti nella fascia 19-69 anni, il 3%, dichiarano di non inserirle nei propri pasti, meno di una 1 persona su 2, il 45%, ne consuma almeno tre porzioni al giorno. Tra coloro che le mangiano, il 7% ne consuma la quantità raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, cioè almeno cinque porzioni. Il 52% si ferma 1-2 al giorno, il 38% a 3-4.
I simbiotici, intesi come combinazione di probiotici e prebiotici, si stanno affermando come una potenziale opzione terapeutica in grado di modulare il microbiota. Il razionale è solido: i probiotici introducono nuove specie mentre i prebiotici forniscono un substrato per le specie microbiche preesistenti. Dato che tutti gli esseri umani possiedono i generi Bifidobacterium e Lactobacillus nel loro microbiota intestinale, fornire substrati che alimentino questi batteri endogeni può quindi essere una strategia più efficace rispetto all’introduzione di specie batteriche esogene in un ecosistema resiliente.
Uno studio su modello animale per comprendere l’effetto di una dieta ricca di grassi e zuccheri sul tessuto muscolare svela una maggiore predisposizione dei topi maschi a sviluppare obesità con il rischio, invece, per le femmine, di avere maggiori danni ai muscoli a causa della scarsa ossigenazione dovuta a minor capillarizzazione. Si aprono, dunque, nuovi scenari di ricerca sull’uomo per comprendere meglio i meccanismi molecolari alla base di queste evidenze che suggeriscono come la malnutrizione abbia un importante impatto, sesso-dipendente, sulla salute del tessuto muscolare scheletrico sin dall’età infantile. Ne parliamo con Emiliana Giacomello, dipartimento clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, Università degli Studi di Trieste, coordinatrice della ricerca pubblicata di recente su Nutrients.