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Western diet: effetto sesso-dipendente su rischio obesità

01 Luglio 2024

Uno studio su modello animale per comprendere l’effetto di una dieta ricca di grassi e zuccheri sul tessuto muscolare svela una maggiore predisposizione dei topi maschi a sviluppare obesità con il rischio, invece, per le femmine, di avere maggiori danni ai muscoli a causa della scarsa ossigenazione dovuta a minor capillarizzazione. Si aprono, dunque, nuovi scenari di ricerca sull’uomo per comprendere meglio i meccanismi molecolari alla base di queste evidenze che suggeriscono come la malnutrizione abbia un importante impatto, sesso-dipendente, sulla salute del tessuto muscolare scheletrico sin dall’età infantile. Ne parliamo con Emiliana Giacomello, dipartimento clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, Università degli Studi di Trieste, coordinatrice della ricerca pubblicata di recente su Nutrients.

P.ssa Giacomello, da quali premesse nasce l’idea della vostra ricerca?
L’Organizzazione mondiale della sanità riporta che oltre un miliardo di persone è affetto da obesità. Tra questi ci sono 340 milioni adolescenti e 39 milioni bambini. Sono dati di fondamentale importanza, poiché l’obesità è associata a numerose comorbidità quali il diabete, sindromi metaboliche, patologie cardiovascolari, disturbi del sonno e numerose altre patologie che, non solo hanno effetti diretti sul bambino o sull’adolescente, ma avranno un impatto negativo anche sulla salute dell’adulto stesso. Lo stato di salute del nostro sistema muscolare scheletrico, che rappresenta circa il 40% della massa corporea, è strettamente correlato con il metabolismo, tanto da instaurare, nei soggetti affetti da obesità, un circolo vizioso in cui si può osservare l’insorgenza di sarcopenia, ovvero una condizione caratterizzata da progressiva perdita di massa e forza muscolare, la quale, a sua volta, conduce ad alterazioni metaboliche sistemiche che possono correlarsi all’instaurarsi di insulino-resistenza.

Che tipo di analisi avete condotto?
Il nostro studio si è svolto nel contesto di una linea di ricerca promossa dalla Fondazione italiana fegato, che studia gli effetti dell’obesità su più organi. Sulla base delle premesse sopra riportate e dai dati ottenuti dai collaboratori della Fif, ci siamo chiesti quale fosse l’impatto, già a partire dall’età infantile, di una dieta ricca di grassi e di zuccheri, chiamata “Western Diet”, che simula il pasto tipico dei “Fast Foods”, sul tessuto muscolare. Per fare questo abbiamo utilizzato come modello sperimentale il ceppo murino C57BL/6. Pertanto, topi di sesso maschile e femminile di tre settimane, corrispondenti alla fase infantile-adolescenziale nell’uomo, sono stati sottoposti per 20 settimane, corrispondenti alla fase di adulto nell’uomo, a “Western Diet” oppure, nel gruppo di controllo, a dieta convenzionale. Sono stati analizzati specifici indici parametrici per la determinazione dell’obesità e sono state quindi valutate le proprietà morfologiche e metaboliche del tessuto muscolare scheletrico.

Quali evidenze sono emerse dai dati riscontrati?
Dall’analisi degli indici parametrici indagati quali, per esempio, insulina, glucosio e trigliceridi e Bmi, è risultato che, a parità di dieta, i topi maschi raggiungono uno stato di obesità più elevato rispetto alle coetanee femmine. Per quanto riguarda il tessuto muscolare scheletrico, abbiamo visto che la dieta ricca di grassi e di zuccheri cambia l’espressione di alcune proteine dell’apparato contrattile, altera l’attività mitocondriale, il contenuto di lipidi, e la capillarizzazione del muscolo dei topi trattati rispetto ai topi del gruppo di controllo ai quali era stata somministrata una dieta convenzionale. Entrando nel dettaglio, abbiamo visto che nel muscolo scheletrico dei topi maschi vi sono una maggiore attività mitocondriale e un accumulo di lipidi intramiocellulari, mentre nei topi femmine vi è una significativa diminuzione della capillarizzazione.

Quali conclusioni se ne possono trarre?
I dati ottenuti dal modello sperimentale murino, suggeriscono che una dieta ricca di grassi e di zuccheri esercita un importante impatto sul muscolo scheletrico che si manifesta in maniera differente nei maschi e nelle femmine. In accordo con la letteratura, questi dati indicano che i topi maschi in questo intervallo di età sono più inclini a sviluppare la condizione di obesità rispetto ai topi femmina coetanei, che risultano più resistenti all’instaurarsi dell’obesità, probabilmente grazie agli alti livelli di estrogeni che presentano. D’altra parte, i muscoli dei topi femmina potrebbero subire alterazioni della loro attività fisiologica per la scarsa ossigenazione, dovuta alla minor capillarizzazione. Tenendo conto della diversità tra specie e della necessità di ulteriori studi per conoscere meglio i meccanismi molecolari alla base di queste evidenze, questi dati suggeriscono che la malnutrizione ha un importante impatto, sesso-dipendente, sulla salute del tessuto muscolare scheletrico sin dall’età infantile. Quindi, queste evidenze richiamano la necessità di sviluppare strategie differenziate anche nell’approccio al problema dell’obesità.

Nicola Miglino

 

 

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