Si stima che obesità, disturbi del metabolismo dei carboidrati, ipertensione e dislipidemia aterogenica coesistano nel 20-30% degli adulti in tutto il mondo. Diverse recenti review stanno sottolineando il ruolo degli antociani sia nella prevenzione che nel trattamento della sindrome metabolica (MetS) e delle sue complicanze, sfruttandone le comprovate attività antiaterosclerotica, antipertensiva, antitrombotica, antinfiammatoria e antitumorale, nonché gli effetti benefici sulla funzione endoteliale e sullo stress ossidativo.
La dieta mediterranea e quella nordica hanno molti tratti in comune, tra cui l'abbondante uso di frutta e verdura (e bacche nella dieta nordica), l'uso limitato di grassi saturi (grassi del latte) e carni rosse, l'uso di olio vegetale (olio d'oliva nella dieta mediterranea e l'olio di colza nella dieta nordica) e i prodotti a base di cereali integrali come importante fonte di fibre alimentari.
La dislipidemia aterogena è una frequente condizione dismetabolica caratterizzata da aumentato rischio cardiovascolare, definita dalla associazione di ridotta colesterolemia Hdl (Hdl-C<40 mg/dL nell’uomo e <50 mg/dL nella donna), aumentata trigliceridemia (Tg>150 mg/dL) e colesterolemia Ldl (Ldl-C) normale o aumentata, ma con capacità aterogena maggiore a causa della ossidazione delle Ldl e delle loro caratteristiche strutturali (sono “piccole e dense”). La dislipidemia aterogena fa parte dei criteri diagnostici della sindrome metabolica ed è spesso presente in persone con obesità e prediabete o diabete mellito tipo 2 (Dmt2).
L’effetto ipocolesterolemizzante delle proteine della soia è ben documentato, ma altri componenti sembrano conferire significativi benefici alla salute cardiovascolare, nonostante abbiano ricevuto meno attenzione nel corso degli anni. Gli attuali risultati epidemiologici mostrano un’associazione inversa tra il consumo di alimenti/prodotti integrali a base di soia e il rischio di malattie cardiovascolari: un aumento del consumo di soia (fino a 101 g/giorno) è associato a una minore mortalità per malattie cardiovascolari, anche se sembra che i diversi alimenti a base di soia possano variare in termini di efficacia biologica ed effetti protettivi.
Gli estratti di mirtillo rosso sono in grado di migliorare il microbiota intestinale con un potenziale ruolo nella protezione cardiometabolica. A evidenziarlo, i risultati di un piccolo studio clinico condotto da un gruppo di ricercatori canadese e pubblicato su npj Biofilms & Microbiomes, rivista del gruppo Nature.
Una recente revisione sistematica e metanalisi ha esplorato il possibile impatto della dieta chetogenica (Kd) sulla pressione arteriosa (Pa). La ricerca, pubblicata su Nutrition, metabolism and cardiovascular diseases, ha preso in esame 23 studi randomizzati, giungendo alla conclusione che la Kd non produce cambiamenti significativi rispetto a una dieta di controllo.
