Una recente review, pubblicata su Frontiers in pharmacology, ha preso in esame le evidenze in letteratura su botanicals e integratori in genere nella gestione dei sintomi depressivi negli adulti. La revisione ha incluso 209 studi clinici, un numero significativamente maggiore rispetto a revisioni precedenti, sottolineando la vasta mole di ricerca in questo campo.
La supplementazione di vitamina D è ampiamente diffusa, ma la comprensione del suo impatto clinico è ostacolata dalla variabilità individuale nella risposta. Recenti ricerche hanno evidenziato che l'etnia e il colore della pelle giocano un ruolo significativo in questa variabilità, suggerendo come un approccio "taglia unica" non sia efficace per tutti. Una revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata di recente su Nutrition reviews, ha esplorato l'impatto dell'etnia sulla risposta alla supplementazione orale di vitamina D. I ricercatori hanno analizzato dati provenienti da 18 studi con 1.131 partecipanti, misurando i livelli ematici di 25(OH)D3.
Dispercezione corporea, ovvero un disagio alla base di molti disturbi del comportamento alimentare (Dca) come anoressia e bulimia, che colpiscono, secondo le stime, oltre 3 milioni di persone in Italia. In sostanza, quando l’immagine interiore che una persona ha di sé entra in conflitto con l’aspetto fisico percepito o idealizzato. Da qui, vissuti di inadeguatezza, perdita di autostima, fino a incrinare la continuità dell’identità personale. Ancor più d’estate, quando la necessità di indossare abiti leggeri, così come il moltiplicarsi delle occasioni sociali, sono tutti fattori che possono intensificare i problemi di immagine corporea, aumentando l’ansia e il disagio di chi soffre di Dca.
Il Coenzima Q10 (CoQ10) sta emergendo come un potenziale alleato nella gestione del diabete di tipo 2. Una recente review di 18 studi, pubblicata su Clinical Therapeutics, ha preso in esame l'impatto dell'integrazione di CoQ10 in individui affetti da questa condizione cronica, evidenziando come l'assunzione giornaliera di 100-200 mg di CoQ10 abbia portato a miglioramenti modesti ma clinicamente significativi in diversi importanti marcatori di salute, fondamentali per la gestione della malattia.