Quanto vale realmente il mercato degli integratori alimentari e quali sono i fattori che ne determinano la crescita? A queste domande prova a rispondere Il mercato degli integratori alimentari. Valore e misurazione della performance, volume pubblicato da Egea (100 pp; € 16,50) e firmato da Nicola Sorrentino, Claudia Tamarowski e Giovanni Tomasi.
Negli ultimi due decenni, l’approccio dei cittadini statunitensi verso la salute e il benessere ha subito una trasformazione radicale, riflessa in modo evidente nelle abitudini di consumo degli integratori alimentari. Secondo un’ampia analisi basata sui dati del National health and nutrition examination survey (Nhanes), l'uso complessivo di integratori tra gli adulti è aumentato dal 51% nel periodo 1999-2000 al 60% nel biennio 2021-2023. Questo incremento non è stato lineare, ma ha mostrato un’accelerazione significativa a partire dal 2009-2010, spinto da un mercato in rapida espansione e da una crescente attenzione verso la salute personalizzata.
Uno studio pubblicato su Public Health Nutrition nel 2021 (Muela-Molina et al.) ha analizzato sistematicamente gli spot radiofonici su integratori in Spagna. I risultati sono allarmanti: oltre l'80% dei claim funzionali non era autorizzato dall'Efsa oppure non rispettava le condizioni legali d'uso. Sebbene geograficamente limitato, questo studio suggerisce problematiche comparabili in altri contesti europei. L'introduzione non controllata di algoritmi di IA generativa che producono contenuti pubblicitari senza filtri di conformità normativa potrebbe amplificare significativamente la diffusione di informazioni ingannevoli. In risposta, l'Efsa ha avviato il progetto "AI@Efsa" per integrare l'intelligenza artificiale nei processi di sorveglianza regolatoria. L'agenzia esplora il Natural language processing e il machine learning per scansionare automaticamente letteratura scientifica e web, identificando violazioni di claim autorizzati e disinformazione sistematica.
Mentre milioni di persone consumano integratori e sperimentano peptidi alla moda, assistiamo contemporaneamente a una preoccupante esitazione verso strumenti di prevenzione del cancro basati su solide prove scientifiche, come il vaccino contro l'Hpv. Questo paradosso è particolarmente evidente alla luce delle ricerche condotte presso il Fred Hutchinson Cancer Center ("Fred Hutch") di Seattle, dove ampi studi clinici hanno rivelato che alcuni integratori non solo non sono utili per la prevenzione, ma in determinati casi possono addirittura favorirne lo sviluppo.