Una nuova ricerca della McMaster University (Ontario, Canada) pubblicata su Nature communications, rivela che, nei pazienti celiaci, eliminare il glutine potrebbe non essere sufficiente per ripristinare completamente la salute intestinale, a causa di una disfunzione nel metabolismo microbico delle fibre.

Uno studio pubblicato su Public Health Nutrition nel 2021 (Muela-Molina et al.) ha analizzato sistematicamente gli spot radiofonici su integratori in Spagna. I risultati sono allarmanti: oltre l'80% dei claim funzionali non era autorizzato dall'Efsa oppure non rispettava le condizioni legali d'uso. Sebbene geograficamente limitato, questo studio suggerisce problematiche comparabili in altri contesti europei. L'introduzione non controllata di algoritmi di IA generativa che producono contenuti pubblicitari senza filtri di conformità normativa potrebbe amplificare significativamente la diffusione di informazioni ingannevoli. In risposta, l'Efsa ha avviato il progetto "AI@Efsa" per integrare l'intelligenza artificiale nei processi di sorveglianza regolatoria. L'agenzia esplora il Natural language processing e il machine learning per scansionare automaticamente letteratura scientifica e web, identificando violazioni di claim autorizzati e disinformazione sistematica.

In questi anni l’esplorazione dell’asse intestino-muscolo emerge come una frontiera biochimica di straordinario interesse nella comprensione e nel trattamento della sarcopenia, offrendo l’opportunità di modulare la biologia del tessuto muscolare attraverso l’intervento sul microbiota intestinale. Il declino fisiologico legato all'età favorisce l'instaurarsi della disbiosi senile, una condizione caratterizzata dalla riduzione della biodiversità microbica e dalla compromissione della barriera intestinale.

La stipsi cronica idiopatica rappresenta una condizione diffusa e multifattoriale, spesso legata ad alterazioni del microbiota intestinale, ridotta produzione di acidi grassi a corta catena e disfunzioni nella regolazione del contenuto idrico fecale. In questo contesto, cresce l’interesse verso strategie non farmacologiche in grado di agire su più livelli fisiopatologici. Ne parliamo con Maria Daglia, ordinario di Chimica degli alimenti presso Università degli Studi di Napoli Federico II e coordinatrice di uno studio clinico pubblicato su Nutrients, che ha valutato l’efficacia dell’estratto di Hippophae rhamnoides (olivello spinoso) nei soggetti con stipsi cronica.

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