Ingredienti ed estratti innovativi per l'industria cosmetica, nutraceutica e farmaceutica all’insegna di equità, eticità, solidarietà e sostenibilità. Questi lo spirito e la mission di B. Ethical, spin-off dell’Università di Parma, che entra nel mercato dei cosiddetti prodotti naturali portando con sé esperienza e conoscenze di anni di ricerche accademiche in ambito farmaceutico, farmacologico, agrario ed economico. A presentarcela, il suo co-fondatore e direttore scientifico, Gabriele Costantino, direttore del dipartimento Food and Drugs dell’Università di Parma.

Il cibo potrebbe svolgere un ruolo chiave nella fisiopatologia e nel trattamento della stipsi cronica e questo non solo per il suo contenuto di fibre, ma anche per la presenza di altre sostanze, come polifenoli e sorbitolo, che agiscono sinergicamente e ne potenziano l'effetto benefico. La presenza di fibre all'interno degli alimenti, e non isolate in una formulazione farmaceutica, influenza notevolmente l’effetto sull'intestino, perché alcune caratteristiche intrinseche degli alimenti, come la dimensione delle particelle e la porosità della matrice, possono modificarne la disponibilità per l'azione degli enzimi digestivi.

 

Serotino o mattutino? Ovvero, siamo più attivi alle prime ore dell’alba o nella seconda parte della giornata? Il cosiddetto cronotipo sembra non essere indifferente per il nostro metabolismo e sono sempre più numerosi gli studi che sottolineano l’importanza di assecondare i ritmi biologici dell’organismo per assicurarne salute e benessere. Ecco così che un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Sofia Lotti, nutrizionista presso il dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze, ha condotto una metanalisi, pubblicata su Advances in nutrition, tesa a fare il punto sul rapporto tra ritmi circadiani, dieta e stato di salute.

I Disturbi del comportamento alimentare (Dca) possono accelerare i processi di degenerazione retinica nei soggetti diabetici. A suggerirlo, una review pubblicata di recente sul Journal of diabetes & metabolic disorders, che ha preso in esame sette studi, per un totale di 1.162 soggetti coinvolti, tutti mirati a valutare la prevalenza di Dca in diabetici con o senza retinopatia diabetica, una delle complicanze più diffuse e temute legata a una disarticolazione del sistema vascolare in quest’area dell’occhio cruciale per la vista.

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