Quale ruolo, per la nutraceutica, in caso di infezioni virali? Argomento di forte dibattito in questi due anni di pandemia e che ha indotto Alberto Martina, medico, ricercatore e docente a contratto in diversi master dedicati al tema dell’integrazione, a raccogliere le più recenti evidenze in “Infezioni virali e nutraceutica” (Ed. Minerva Medica; 25 €).

La pandemia, tra i tanti danni, ha anche tenuto nascosti molti casi di celiachia se è vero che, come emerge dalla Relazione al Parlamento 2020 appena pubblicata dal ministero della Salute, nel 2020 sono state effettuate 7.729 diagnosi contro le 11 mila dell’anno precedente.

Senza antibiotici, non fritto e con pochi zuccheri. Questo il trend dei consumi alimentari tracciati dalla decima edizione dell’Osservatorio Immagino che fotografa tendenze e abitudini nutrizionali degli italiani. I dati esaminati fanno riferimento al periodo luglio-giugno ‘20/’21 e sono stati raccolti su una base di oltre 125 mila prodotti del largo consumo. Cresce il “veg”, in buona salute l’eterogeneo mondo dei semi, mandorla regina dei superfruit e avocado dominatore assoluto tra i superfood, dove prende sempre più spazio la spirulina. Ecco un riepilogo dei risultati più importanti.

I prodotti lattiero-caseari sono una fonte di zinco alimentare di buona biodisponibilità, ma ne modulano l'assorbimento da altre fonti alimentari. Studi di perfusione dell'intestino tenue nell'uomo hanno dimostrato che i siti di massimo assorbimento dello zinco sono il duodeno e il digiuno. Lo zinco viene assorbito nella sua forma ionizzata. Per il suo assorbimento, quindi, è importante che venga rilasciato dagli alimenti e ionizzato durante il processo di digestione, evitando di formare complessi con ligandi che influenzano la loro solubilità e assorbimento.

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