I funghi, storicamente riconosciuti come alimento promotore di salute, sono oggetto di un rinnovato interesse scientifico per i loro potenziali benefici a livello cardiometabolico. Dal punto di vista nutrizionale, presentano un profilo estremamente favorevole: sono alimenti a basso contenuto energetico, privi di grassi e colesterolo e caratterizzati da un apporto di sodio molto basso. Al contempo rappresentano una buona fonte di fibre e di proteine di qualità, da moderata a elevata.
La ricerca di agenti antipertensivi naturali, sicuri e di origine alimentare, ha preso in considerazione anche il mondo dei funghi, grazie soprattutto ai numerosi composti bioattivi che hanno già dimostrato di esercitare effetti terapeutici. Tra le specie più studiate ci sono Tricholoma giganteum, Marasmius androsaceus, Grifola frondosa, Ganoderma lucidum e Polyporus umbellatus.
Il cibo potrebbe svolgere un ruolo chiave nella fisiopatologia e nel trattamento della stipsi cronica e questo non solo per il suo contenuto di fibre, ma anche per la presenza di altre sostanze, come polifenoli e sorbitolo, che agiscono sinergicamente e ne potenziano l'effetto benefico. La presenza di fibre all'interno degli alimenti, e non isolate in una formulazione farmaceutica, influenza notevolmente l’effetto sull'intestino, perché alcune caratteristiche intrinseche degli alimenti, come la dimensione delle particelle e la porosità della matrice, possono modificarne la disponibilità per l'azione degli enzimi digestivi.
Oltre 8 mila studi in letteratura che ne attestano un’azione benefica sul sistema immunitario. Da qui, la necessità di un libro dedicato, in grado di raccogliere le evidenze sulle applicazioni cliniche.