Nutraceutici con un ruolo primario in un modello di assistenza territoriale che prenda in carico le persone con fattori di rischio nella fase più precoce, che educhi ai corretti stili di vita e che programmi i tempi dell’attività di assistenza. L’auspicio è quello espresso da Carlo Ranaudo, docente di Strumenti di gestione terapeutica clinica ed economica presso il dipartimento Farmacia dell’Università di Salerno, durante la sua relazione al recente congresso nazionale Sinut di Bologna (Società italiana di nutraceutica) dal titolo Pnrr e nutraceutici: vicini o lontani?

 

La dismenorrea primaria, definita come dolore mestruale in assenza di patologia pelvica, è una delle condizioni più comuni nelle donne in età fertile e, quando presenta sintomatologia importante, può interferire con le attività della vita quotidiana e portare ad assenteismo scolastico e lavorativo. Il trattamento farmacologico è il più efficace e comprende Fans o contraccettivi ormonali per le donne che non desiderano una gravidanza, ma ottimi riscontri clinici si hanno anche con una integrazione mirata.  

Attenta analisi antropometrica, ematochimica, ormonale, dello stato di idratazione e di forza e potenza muscolari. Da qui, una strategia nutrizionale mirata, anche con l’impiego di integratori, ma solo se supportati da evidenze scientifiche e con l’obiettivo di fornire un aiuto per allenamenti e gara e non certo di marcare la differenza nella prestazione.

Maggiore informazione ai malati, sensibilizzazione dei caregiver e del personale sanitario, più collaborazione sul campo tra oncologi e nutrizionisti clinici. Questi gli imperativi categorici per migliorare i percorsi di assistenza nutrizionale del paziente oncologico che emergono da un’indagine condotta in Lombardia tra sei centri oncologici per un totale di 800 pazienti arruolati, presentata nei giorni scorsi a Milano e promossa dall’associazione La Lampada di Aladino, con il patrocinio di Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) e Regione Lombardia, e il contributo non condizionante di Fresenius Kabi.

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