La carenza di acido folico (vitamina B9) in tarda età potrebbe rappresentare un utile marcatore di rischio per lo sviluppo di demenza, se non addirittura di mortalità. Il dato giunge da uno studio osservazionale condotto da ricercatori della Icahn school of medicine al Monte Sinai e pubblicato su Evidence based mental health, rivista del gruppo del British medical journal (Bmj).

Valutare il miglior approccio nutrizionale per rallentare la perdita di massa ossea e quindi prevenire l’insorgenza di osteopenia oppure osteoporosi, attraverso la revisione delle evidenze scientifiche presenti in letteratura. Questo l’obiettivo di una review pubblicata di recente su Nutrients e condotta sotto il coordinamento di Mariangela Rondanelli, docente di Scienze e Tecniche Dietetiche all’ Università di Pavia.

In Germania si richiama l’attenzione sull’importanza di una supplementazione di iodio e acido folico nelle donne in gravidanza o che la stanno pianificando, piuttosto che tra coloro in corso di allattamento. A pensarci, l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) con un documento aggiornato rivolto esplicitamente alla classe medica.

Sempre più donne ricorrono a supplementi nutrizionali per aumentare le possibilità di avere una gravidanza. Solo nel 2019, il 14% di tutte le prescrizioni di integratori nel nostro Paese è stato appannaggio dell'area ginecologica. Ecco così che un gruppo di ricerca guidato da Carlo Foresta e Andrea Garolla, dell’unità di Andrologia e Medicina della riproduzione - Centro di crioconservazione dei gameti maschili, presso il dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, ha deciso di fare il punto sul ruolo dei principali ingredienti in una review pubblicata di recente su Nutrients.

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