La regolamentazione dei micronutrienti negli integratori alimentari in Europa è complessa per la mancanza di armonizzazione, alla ricerca continua di un equilibrio precario tra assunzione adeguata e rischi di eccessi. Una riflessione critica sull’argomento è comparsa di recente su Archives of medical science a firma di Franca Marangoni, Federica Fogacci, Arrigo Cicero e Andrea Poli. A parlarcene, Arrigo Cicero, presidente Sinut (Società italiana di nutraceutica).

In un mondo in cui l'accesso al cibo è spesso dato per scontato, l'importanza dei micronutrienti rimane un tema cruciale per la salute pubblica a livello globale. Una recente review, pubblicata sul New England Journal of Medicine e curata da Lindsay H. Allen, Ph.D. dell'Università della California a Davis, ha voluto fare il punto sullo stato attuale delle conoscenze riguardo al fabbisogno di questi elementi vitali e sulle strategie per affrontarne le carenze.

Pubblicata sul Journal of the american college of cardiology una metanalisi tesa a fare chiarezza sul rapporto tra alcuni specifici micronutrienti e la salute cardiovascolare. I ricercatori hanno esaminato un totale di 884 studi disponibili, tutti randomizzati e con gruppo di controllo, sui micronutrienti assunti come integratori alimentari, verificando l’efficacia di alcuni, l’inutilità di altri e, in alcuni casi, la pericolosità.

Biochimica della nutrizione (C. Pignatti, Esculapio Edizioni; 440 p; € 58) è un volume indirizzato a studenti universitari, ricercatori, professionisti della salute e a tutti coloro che, già in possesso di conoscenze biochimiche e fisiologiche di base, abbiano interesse ad approfondire i meccanismi che correlano la nutrizione con lo stato di salute.

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