Covid-19, bimbi a rischio obesità. Consigli post-confinamento dai pediatri

03 Novembre 2021

Cresce l’allarme obesità in età infantile in epoca Covid-19. Il post-confinamento, infatti, sta mettendo in evidenza numeri preoccupanti, decisamente più gravi di quelli pre-pandemia, secondo la Società italiana di pediatria (Sip). “Si chiama covibesity ed è un termine di nuova concezione comparso in letteratura scientifica per descrivere l’aggravamento dei tassi di obesità dovuto al confinamento imposto durante la pandemia” sottolinea la Sip in una nota.

“Secondo uno studio dei Cdc di Atlanta, condotto su oltre 432 mila bambini e ragazzi americani tra i 2 e i 19 anni, il tasso di incremento dell’indice di massa corporea è raddoppiato rispetto al periodo pre-pandemico, e nella fascia di età tra 6 e 11 anni è addirittura aumentato di due volte e mezzo, mentre la percentuale di bambini e ragazzi obesi censiti nello studio in un anno è passata dal 19,3% al 22,4%. Chi era già in sovrappeso o obeso lo è diventato ancora di più, guadagnando oltre mezzo kg al mese, un ritmo di crescita che trasposto in sei mesi significa 3-4 kg in più, oltre il doppio di quello che dovrebbe essere il giusto aumento di peso di un bambino sano”.

In Italia, il quadro non sembra essere molto diverso. “Per i bambini e gli adolescenti italiani, che già prima della pandemia registravano tassi di sovrappeso pari al 20,4% e di obesità pari al 9,4%, la situazione è simile, se si considera che diversi studi hanno dimostrato un aumento del consumo di dolci e alimenti calorici e della sedentarietà, rispetto al periodo pre-pandemico. Circa il 40% dei bambini ha modificato le proprie abitudini alimentari durante la pandemia, il 27% ha mangiato di più, incrementando in particolare il consumo di snack, succhi di frutta e bibite. In aggiunta, è aumentato di circa 5 ore al giorno il tempo passato davanti a uno schermo dei bambini di età compresa tra 6 e 18 anni, complice la Dad”.

Oltre a sovrappeso e obesità, evidenzia la Sip, diverse forme di malnutrizione sono state esacerbate dalla pandemia da Covid-19, basti pensare ai disturbi dell’alimentazione cresciuti del 30%.

Quali sono le principali raccomandazioni per una corretta alimentazione in età pediatrica e adolescenziale?  

“Il modello alimentare di riferimento è la Dieta Mediterranea”, spiega Elvira Verduci consigliere nazionale Sip e docente di pediatria all’Università degli Studi di Milano. Diversi studi su bambini e adolescenti hanno dimostrato che minore è l’aderenza al modello mediterraneo e maggiore è la prevalenza di sovrappeso e obesità”.

Ecco, così, i sette consigli della Sip per una corretta alimentazione, contenuti in poster che verrà distribuito e affisso in tutti gli 11 mila ambulatori dei pediatri associati sul territorio nazionale:

  1. Non solo cibo, ma anche convivialità: consumare almeno 5 pasti alla settimana in famiglia per promuovere sani comportamenti alimentari.
  2. Consumare 5 pasti giornalieri, fino ai 12 anni: oltre ai 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena), due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio.
  3. Non saltare la prima colazione.
  4. Fare attenzione alla composizione del pasto: occhio ai cibi da fast food e alle scelte degli snack, da limitare quelli con elevato contenuto energetico, ricchi in grassi saturi, zuccheri raffinati e sale.
  5. Limitare le bevande zuccherate, preferendo l’acqua.
  6. Attenzione alle porzioni degli alimenti.
  7. Incoraggiare un'attività fisica giornaliera di intensità moderata-vigorosa per almeno 60 minuti in tutti i soggetti di età compresa tra 3 e 17 anni.
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