L’invecchiamento cutaneo è un processo biologico inevitabile caratterizzato da una progressiva diminuzione delle normali funzioni della pelle, in particolare delle sue capacità riparative. Ciò si traduce in una maggiore suscettibilità alle malattie e agli agenti nocivi ambientali.
La necessità di tenere sotto controllo i livelli circolanti dei trigliceridi, se elevati, in un’ottica di prevenzione cardiovascolare, è riconosciuta dalle maggiori società scientifiche internazionali. Nonostante la riduzione della colesterolemia LDL rimanga infatti il caposaldo della prevenzione cardiovascolare stessa, in molti studi si osserva un significativo rischio residuo anche dopo un suo adeguato controllo.
La colesterolemia legata alle lipoproteine a bassa densità (LDL, o Low Density Lipoprotein) è un riconosciuto fattore causale delle malattie cardiovascolari. Le evidenze disponibili confermano che ogni intervento, di qualunque natura, in grado di ridurre i livelli della colesterolemia legata alle LDL stesse indurrà, nel tempo, una minore incidenza di eventi cardiovascolari e specie coronarici, come l’infarto miocardico, commisurata alla riduzione indotta di tali livelli.
Il nostro organismo è abitato da un vasto numero di batteri, virus, archea, funghi e protozoi, che coabitano pacificamente, formando dei “consorzi“ praticamente in ogni nicchia del nostro corpo, dalle narici alle vie urinarie, passando per polmoni, pelle e intestino.