Negli Stati Uniti gli integratori alimentari non sono più percepiti come un semplice optional, ma come una componente stabile della gestione quotidiana del benessere: una nuova ricerca rivela, infatti, che il 76% degli americani dichiara di assumere supplementi ogni giorno. L’indagine è stata realizzata dall’azienda statunitense Now, storico attore del settore degli integratori, attraverso un sondaggio sui consumatori reso pubblico e approfondito sulle pagine di NutraIngredients in un articolo firmato da Cassandra Stern.
La contaminazione globale da plastica ha portato alla presenza pervasiva di micro e nanoplastiche nella catena alimentare umana. Sebbene la loro ingestione sia documentata, i meccanismi attraverso i quali queste particelle attraversano le barriere biologiche rimangono oggetto di intensa ricerca. Una recente revisione pubblicata su Nature Health analizza come le proprietà fisico-chimiche delle particelle, quali dimensioni inferiori ai 250 nanometri e cariche superficiali specifiche, influenzino la loro capacità di penetrare i tessuti intestinali. L'articolo esamina inoltre le sfide metodologiche nel distinguere tra particelle di laboratorio e plastiche "invecchiate" dall'ambiente, sottolineando la necessità di modelli sperimentali più realistici.
L’Intelligenza Artificiale (IA) non rappresenta più un’astrazione teorica, ma si configura come un vero e proprio catalizzatore per la trasformazione del “dark matter” degli alimenti, ovvero l’ampia e ancora poco caratterizzata gamma di composti bioattivi, in mappe strutturate di ipotesi predittive, successivamente sottoposte a validazione empirica in vitro e in vivo. In questo ambito ancora largamente inesplorato, che costituisce il cuore dell’esposoma dietetico, i peptidi bioattivi derivati dagli alimenti (Food bioactive peptides, Fbp) emergono come elementi chiave per comprendere le interazioni tra dieta e salute.
Il lipedema è una patologia complessa e ancora poco compresa, spesso confusa con obesità o linfedema. Un nuovo studio pilota condotto dall’Università di Roma Tor Vergata e pubblicato di recente su Nutrients, apre una prospettiva inedita, analizzando per la prima volta il profilo del microbiota intestinale nelle donne affette da lipedema. Ne emergono collegamenti interessanti tra composizione corporea, metabolismo e specifici taxa batterici. A parlarcene, Laura Di Renzo, direttrice della sezione di Scienze dell’Alimentazione, della Nutrizione Clinica e del Farmaco, Università degli studi di Roma Tor Vergata e prima firma dello studio.