Un apporto insufficiente di colina e Dha (acido docoesaenoico) in gravidanza può avere un impatto negativo sulla salute della mamma e del bambino, secondo quanto riportato da una review pubblicata di recente su Nutrients e curata dal gruppo di ricerca e sviluppo di Pharmavite, azienda californiana impegnata nel settore dell’integrazione alimentare.
Non basta dire mela. Bisogna anche informarsi sul tipo di coltivazione giacché si scoprirebbe che quelle biologiche, al di là dell’apporto nutrizionale in vitamine, zuccheri, sali minerali e antiossidanti, hanno una carica batterica migliore e più diversificata di quelle coltivate convenzionalmente.
Meno lactobacilli, maggior rischio di tumore ovarico. Così si potrebbero riassumere le indicazioni che emergono dai risultati di uno studio condotto dall’Ega Institute for women’s health dell’University college London e da poco pubblicato su The Lancet Oncology, teso a valutare il ruolo protettivo della flora batterica cervico-vaginale sul rischio tumorale.
Le nuove linee guida Esc-Eas (European society of cardiology ed European atherosclerosis society) per la prevenzione e il trattamento delle dislipidemie appena pubblicate sull’European heart journal contengono un interessante corredo di indicazioni supplementari sul ruolo che la dieta può esercitare nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.