Negli anziani la carenza di vitamine e antiossidanti è strettamente correlata alla fragilità e la supplementazione con integratori o alimenti fortificati si rivela come la strategia più efficace per porvi rimedio. Queste le conclusioni del gruppo di ricerca del “The irish longitudinal study on ageing (Tilda)”, presso il Trinity college di Dublino, pubblicate su The journal of post-acute and long-term medicine.
L’anoressia non è solo mentale. Nel 92% dei casi è legata ad altri fattori eziopatogenetici, a partire da patologie oncologiche (42%), neurologiche (27%) e cause di varia natura per il restante 23%.
Gli Omega-3 (acido eicosapentaenoico – Epa, acido docosaesaenoico – Dha), alla dose di 4g/die, sono efficaci e utili nel ridurre i trigliceridi, insieme a una correzione dietetica e degli stili di vita, sia in monoterapia sia in aggiunta ad altre terapie ipolipemizzanti.
Queste le conclusioni, pubblicate su Circulation, cui è giunto un gruppo di lavoro dell’American heart association chiamato a valutare le evidenze cliniche in letteratura relative agli effetti degli Omega-3 sulla concentrazione plasmatica di trigliceridi e altri lipidi e lipoproteine in persone con elevata trigliceridemia.
“Alla dose di 4 g/die, sicura e generalmente ben tollerata, i trial clinici evidenziano una diminuzione del 30% dei valori di trigliceridemia con Epa+Dha in caso di valori superiori a 500 mg/dL, dove l’obiettivo, da raggiungere anche con trattamento farmacologico, è scendere sotto quota 500 dato l’alto rischio di pancreatite” sottolineano gli autori. “In questi soggetti si osserva, di contro, un incremento del c-Ldl con Epa+Dha, ma non con Epa da solo”.
Nella fascia 200-499 mg/dL, i 4g/die di Epa+Dha o solo Dha consentono una riduzione di trigliceridi del 20-30% ma senza incremento concomitante di c-Ldl se usati in monoterapia o in combinazione con statine.
“Nei maggiori trial presi in considerazione in cui venivano impiegati Epa+Dha 4mg/die, si registra anche una modesta riduzione di colesterolo non Hdl e apolipoproteina B, a indicare un generale miglioramento del profilo aterogenico”, proseguono gli autori.
L’uso di Omega3 si può accompagnare a disturbi gastrointestinali quali eruttazioni all'odore di pesce o nausea, controllabili con assunzione durante i pasti. La letteratura segnala un’interruzione del trattamento a causa degli effetti collaterali non superiore al 5% dei casi. Sul fronte della riduzione del rischio cardiovascolare, il trial Reduce-it, randomizzato, controllato vs placebo e condotto su pazienti ad alto rischio in trattamento con statine, evidenzia, per dosaggi pari a 4 g/die di Omega 3, una diminuzione del 25% di eventi cardiovascolari maggiori, mentre è stata anticipata al 2020 la comunicazione dei risultati di Strenght, trial randomizzato, controllato vs placebo su pazienti con livelli elevati di trigliceridi e bassi di c-Ldl trattati con Epa+Dha 4 g/die e statine.
“In conclusione” terminano gli autori, “gli Omega-3, alla dose di 4g/die, si dimostrano efficaci nel ridurre trigliceridi e rischio cardiovascolare, insieme alla dieta e alla correzione degli stili di vita, sia da soli che in aggiunta ad altre terapie ipolipemizzanti”.
La diminuzione della qualità del seme umano è oggi una realtà in tutto il mondo, con maggiore prevalenza nei paesi sviluppati e industrializzati, indicando i cambiamenti nei fattori di stile di vita modificabili come cause principali.
In letteratura si trovano numerosi studi che mettono in relazione la qualità spermatica con interi schemi dietetici, gruppi di alimenti e singoli nutrienti, integratori alimentari e antiossidanti.