L’evoluzione delle abitudini alimentari di alcune popolazioni specifiche all’interno del bacino del mediterraneo consente di fornire un quadro di come i cambiamenti socio-economici possano incidere anche su modelli virtuosi come quello rappresentato dalla dieta mediterranea. In quest’ottica, l'Ospedale Irccs “S. de Bellis" di Castellana Grotte (Ba) ha avviato negli anni Ottanta uno studio di coorte che da quell’epoca tiene monitorate le abitudini alimentari in questa fascia di popolazione mediterranea. Di recente, all’interno di questa analisi di popolazione, è stata promossa una ricerca che ha determinato due valutazioni temporali sullo stesso campione, in modo da valutare il trend nelle abitudini alimentari. Ne abbiamo parlato con Fabio Castellana, ricercatore presso l’Ospedale de Bellis e prima firma dello studio da poco pubblicato su Nutrients.

L’Italia è tra i paesi europei con i valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare: la percentuale di bambini in sovrappeso è del 20,4% e di bambini obesi del 9,4%, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4%, numeri inferiori solo a Cipro, Grecia e Spagna. Sono i dati relativi al 2019 elaborati da OKkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che è stato di recente designato come centro di riferimento Oms sull’ obesità infantile.

Lo studio dell’invecchiamento precoce che caratterizza i pazienti Hiv positivi potrebbe presto riservare grosse sorprese, svelando il potenziale ruolo protettivo di GlyNac, una combinazione di glicina e N-acetilcisteina, precursori del glutatione. I possibili nuovi scenari vengono ipotizzati da uno studio pilota, pubblicato su Biomedicines, condotto da un gruppo di ricercatori del Baylor college of medicine e del Thomas Street Hiv-health center di Houston che da tempo hanno concentrato l’attenzione da una parte sui fenomeni di invecchiamento naturale e, dall’altra, sull’evoluzione clinica dell’Hiv e sulle complicanze metaboliche dei fenomeni di senescenza correlati.

Il 30% dei pazienti guariti da Covid-19 arriva a perdere sino anche più del 5% del peso corporeo e oltre la metà è a rischio di malnutrizione. Questi i risultati di uno studio condotto all’Ospedale San Raffaele di Milano e pubblicato su Clinical Nutrition.

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